Le barriere “amiche” di Venezia, città inclusiva

CLAUDIO MADRICARDO
Città pedonale, 435 ponti, calli strette, torme di turisti, Venezia può essere ostile a disabili, anziani. Eppure la storia e la battaglia di Lorenzo Marangoni dicono che la città dei Dogi può essere accessibile.

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Venezia, si sa, è una città difficile, sotto molti punti di vista. Costituisce l’esempio di una sfida continua agli equilibri naturali, col suo sorgere come forma urbis in un ambiente che solo la pervicace volontà dei suoi fondatori ha saputo adattare, rispettandolo. In chi la visita in genere suscita al contempo fascino, meraviglia e perfino distacco. O, nel caso di alcuni, amore fatale che li spinge a scegliere di viverci stabilmente, fino a morirci, introiettandone i ritmi. Naturali solo per chi vi è nato. Fascino per la bellezza dei manufatti architettonici, per lo struggente aspetto di sontuosa decadenza che ha alimentato un’infinita letteratura, decretandone la fortuna, e forse persino, più probabilmente, la rovina. Inchiodandola nell’immaginario collettivo a un cliché forse ormai immodificabile, perfino stucchevole nella sua banalizzazione. Appiattita su un’unica dimensione oleografica, quando in realtà al contrario è pulsante di differenze, ricca di tensioni e venature, di marezzature. Riducendola a puro scenario, svuotato del suo senso e spessore originari.

E così, chi la visita, spesso ne può cogliere solo gli aspetti esteriori, senza capirne le qualità e le tessiture profonde. I silenzi, il rumore dei passi del viandante nella notte, gli spazi alla fine restituiti al vuoto, la loro magia. Gli orizzonti lagunari, con la gamma di differenti colori delle acque, soggette a repentini cambiamenti, secondando gli umori del cielo che le copre. Il linguaggio immaginifico del dialetto, la sua infinita creatività, l’arguto senso della celia che caratterizza il vero popolo veneziano, sempre disposto a concedere un sorriso, accompagnato da uno sguardo talvolta beffardo, di sicuro sornione.

I 435 ponti, le calli strette e soffocate dalla ressa

Già, Venezia è difficile, complessa e faticosa con i suoi 435 ponti, le calli strette, soffocate dalla ressa di un turismo sempre più sbracato, che non ha capito che in essa bisogna lasciarsi perdere, per riuscire a trovarla, per coglierla. Difficile, ma di tutti. Purtroppo, forse, ancora non per tutti. Almeno non ancora per chi, abitante o ospite, ha la sfortuna di avere una limitazione nella sua capacità di muoversi, costretto in una carrozzina a rotelle.

Dove nel passato i tentativi messi in atto dall’amministrazione comunale di facilitare gli spostamenti in città ai disabili è fallita. Essendo state tolte, nei pochi ponti in cui erano state messe in funzione in via sperimentale, le piattaforme elettriche che permettevano di trasportare da una parte all’altra del canale una carrozzina, risparmiando la fatica di affrontare i gradini.

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E dove alla fine si è trovata una sorta di compromesso, a quanto pare utile e gradito a chi ne fa uso, nelle passerelle montate sui ponti in occasione della Venice Marathon, che timidamente si è cominciato a lasciare montate per periodi sempre più lunghi, e non solo in concomitanza della manifestazione podistica. Fino a farle rientrare, almeno nei percorsi più trafficati, nel panorama naturale cittadino, in barba ai criteri di “equilibrio” paesaggistico, ma di buon grado accettate e perfino gradite da una popolazione sempre più anziana, non necessariamente disabile, ma pur sempre alle prese col carrello della spesa quotidiano. E propugnate, difese e proposte da Lorenzo Marangoni, cinquantasette anni e veneziano.

Un padre, Spartaco, senatore comunista e figura storica del partito in città, che lo portava in vacanza, da piccolo, nei paesi del paradiso socialista. Con alle spalle una lunga attività di organizzatore di eventi, taluni perfino importanti. Com’è stata la regia del raduno in occasione della visita di Papa Ratzinger al Parco di San Giuliano nel 2011. Poi, proprio l’ultimo giorno di quell’anno che in qualche misura aveva segnato forse il suo più grande successo professionale, ancor oggi orgogliosamente rivendicato nella copertina del suo profilo in facebook dove campeggia una foto che lo ritrae assieme al Papa e all’allora Cardinale Angelo Scola, l’improvvisa malattia.

Il problema non è solo dei disabili

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Subdola, che l’ha costretto alla sedia a rotelle, cambiandogli improvvisamente la vita e portandolo a spendersi su altri fronti, questa volta di impegno civile. E l’inizio di una nuova battaglia, quella, come si legge sempre in facebook sul profilo di Venezia Accessibile che vanta ben 3255 like, per una città per tutti. Disabili, anziani e genitori con passeggino. Tutti, a quanto pare, in una realtà come quella veneziana, accomunati dagli stessi problemi, dalle stesse difficoltà. Fosse quella di montare, in carrozzina a rotelle o con un carretto della spesa, in un vaporetto stracolmo di gente nell’ora di punta o in stagione. O quella di farsi traghettare in gondola per attraversare il Canal Grande. Fino a quella, paradossalmente incredibile e che denota quanta inciviltà sia ancora presente nei nostri comportamenti, di vederti respinto al ristorante se vi accedi con una carrozzina “per mancanza di spazio”. E l’intento di riproporre quanto già fatto a New York, col suo progetto “wheelchair friendly”, ricordando come spesso quando da noi si parla di disabilità si ha ancora l’impressione che lo si faccia come fosse una concessione particolare, quasi riguardasse solo i diretti interessati. I disabili. Mentre, ricorda Marangoni, ben consapevole di affermare una profonda verità, far vivere meglio tutti è un vantaggio, per tutti.

Una seguitissima pagina facebook

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Quindi, oltre la pagina facebook, seguitissima e molto “interagita”, anche la nascita del sito http://www.veneziaaccessibile.com, dove è possibile leggere le proposte e dove sono sostenuti i progetti che vanno nel senso che tutto possa essere finalmente fruibile e accessibile per tutti. Compreso il progetto che la Regione ha recentemente finanziato con 50mila euro per realizzare un pontile permanente a piazzale Roma che consentirà ai turisti disabili di muoversi in gondola. In una visione di sicuro meritoria e lungimirante verso un Veneto finalmente accessibile a tutti.

“È doveroso – ha affermato l’assessore al turismo Finozzi – che una città come Venezia, tra le prime mete turistiche mondiali, si attrezzi nel miglioramento dei mezzi di trasporto per questa specifica fascia di persone e turisti”. Che ben s’inquadra nella battaglia e tra i tanti progetti portati avanti da Marangoni. “Un progetto di una semplicità disarmante, – definisce così la sua “Venezia Accessibile” a chiusa della nostra chiacchierata, – ma evidentemente nessuno ci ha mai pensato. Che sia forse perchè non è una grande opera?

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