“Bersani farà come i suoi al senato”. Pd alla resa dei conti

ytali. intervista Chiara Geloni, ex direttrice di YouDem e autrice, con Stefano Di Traglia, del libro “Giorni Bugiardi”.

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Pier Luigi Bersani, ex segretario del PD, critica aspramente l’atteggiamento di Matteo Renzi sulla legge elettorale Italicum e avverte che sul provvedimento il governo non ha i numeri a partire dalla commissione Affari costituzionali della Camera dove il testo è in discussione. C’è un escalation di tensione all’interno del PD, tu pensi che, effettivamente, si stia andando verso una scissione?

È cosa nota che la minoranza del PD non condividesse del tutto l’Italicum tanto è vero che alla Camera il testo è passato perché il capogruppo Roberto Speranza aveva dichiarato che al Senato sarebbe stato modificato. Poi vorrei ricordare che al Senato il testo è passato con i voti di Forza Italia. Nonostante questo, Renzi però accelera, continua a dire “li asfalto” e “li faccio fuori” non tenendo conto che una parte del partito vuole modificare la legge. Cosa si aspettano che Bersani voti alla Camera quello che Gotor e Migliavacca non hanno votato al Senato?

Tu credi che dietro questa “minaccia” di Renzi di andare avanti con la riforma della legge elettorale senza ascoltare la minoranza del partito ci sia una strategia per arrivare a elezioni anticipate?

Credo che si sia scelto di creare una tensione. Una parte del PD non voterà questa legge elettorale se non verrà modificata e in direzione la minoranza era compatta. Poi quello che succederà in aula, nessuno lo può mai prevedere. Ognuno si assumerà le sue responsabilità rispetto al voto in aula. Non so se si andrà alle elezioni. Mi sembra prematuro parlarne.

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La scorsa settimana c’è stata la manifestazione di Landini, è sempre più evidente un fermento nel mondo “non renziano”. Pensi che se ci fosse una scissione, una parte della minoranza potrebbe convogliare nel movimento di Landini o comunque creare un’alternativa al PD?

Non so bene cosa stia facendo Landini. So che in politica gli spazi vuoti, vengono riempiti. Se c’è una domanda di sinistra e il PD lascia scoperto questo spazio, qualcuno risponderà.

Se la minoranza del PD non voterà la riforma della legge elettorale, viene fotografata nei fatti una scissione. Sei d’accordo?

Credo che in un partito come il PD possano e debbano coesistere diverse posizioni ed è stata sempre questa la vocazione maggioritaria. Non credo che se una parte del PD non voterà la legge elettorale, ci sia a tutti i costi una scissione.
(maria luna moltedo)

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