I Dinosauri silenziosi che divorano il Bel Paese

MARIA LUNA MOLTEDO

ytali. intervista Corrado Giustiniani sul suo ultimo libro “Dinosauri. Nessuna riforma ci libererà dai superburocrati di Stato” edito da Sperling & Kupfer. Giustiniani, giornalista e saggista, collabora con l’Espresso e Il Secolo XIX, dopo essere stato per più di venticinque anni inviato speciale de il Messaggero. Su l’Espresso.it scrive un blog sull’immigrazione.

dinosauri

Iniziamo dal titolo. Come mai il tuo nuovo libro si intitola “Dinosauri”?

È un titolo speranzoso perché i dinosauri si sono estinti nella speranza che si estinguano anche questi (dirigenti). L’anno scorso il Corriere della Sera aveva pubblicato un articolo sui dinosauri in cui diceva che i dinosauri antichi avevano anche delle piume quindi non è un titolo cattivo come si potrebbe pensare. I dirigenti pubblici hanno alti stipendi e un rendimento, purtroppo, piuttosto basso anche se hanno autonomia di gestione perché il decreto 29 del 1993 introdotto da Cassese recita che i dirigenti firmano tutti gli atti. Ad esempio il capo di gabinetto del Foreign Office del governo inglese guadagna poco più di 150 mila euro e in Italia trecento dirigenti apicali delle Regioni guadagnano questa cifra. Il capo di gabinetto del ministero degli Esteri italiano prende 240 mila euro, dunque 90mila euro in più rispetto a quello inglese.

Come ti è venuta l’idea di fare questo libro?

L’idea non è venuta a me ma alla casa editrice Sperling & Kupfer. Avevo scritto un articolo su l’Espresso, tempo fa, sulle retribuzioni dei dirigenti perché reputavo l’argomento interessante. Sono partito dai siti istituzionali che hanno l’obbligo di pubblicare le retribuzioni dei dirigenti. Le istituzioni pubbliche come i ministeri, le authority, i ministeri etc hanno l’obbligo della trasparenza dunque di trascrivere gli stipendi. Dal 1993 ad oggi, con la riforma Madia, sono cinque le riforme sulla pubblica amministrazione. Sono troppe e  la normativa è complicatissima. Al momento c’è molto interesse per questi temi. Il libro non ha un intento scandalistico ma è un viaggio.

Tu pensi che il governo Renzi possa migliorare la pubblica amministrazione e riesca nella grande impresa di alleggerire tutto l’apparato burocratico?

È probabilmente la partita più difficile che il governo Renzi si trova a giocare, per la complessità di quella macchina disastrata che è l’amministrazione pubblica italiana, per le resistenze silenziose ma efficaci nelle quali i “Dinosauri” sono maestri.

Dopo le riforme varate da Sabino Cassese e Franco Bassanini negli anni ’90 e da Renato Brunetta nello scorso decennio, largamente rimaste inattuate, ora ci riprova il ministro Marianna Madia. L’Italia ha 70mila dirigenti pubblici che anche dopo i tetti alle retribuzioni imposti dal governo Renzi restano i più pagati del mondo. La colpa è della qualità delle leggi ma anche dell’organizzazione di ministeri, regioni e comuni.

Anche se il titolo del tuo libro è “apocalittico”, in realtà è anche un viaggio nel futuro, oltre l’indignazione e la protesta, per far capire che ci possono essere altre possibilità per migliorare la situazione attuale  affinché la burocrazia sia di stimolo e non di freno allo sviluppo. Pensi che alla base di tutto questo ci sia in realtà un problema culturale?

Il titolo è provocatorio. Il problema è senza dubbio culturale, ma non solo. In Italia, ci sono persone che diventano ricche con i soldi pubblici, che hanno bonus e privilegi pur non raggiungendo i traguardi: questo non è più accettabile, e non si tratta di essere qualunquisti, perché la generazione dei giovani rischia di non avere un futuro. Penso che per capire come organizzare una pubblica amministrazione davvero efficace bisognerebbe copiare, visto che da soli non se ne esce, quello che di buono in materia di amministrazione di Stato accade negli altri Paesi. Negli anni ’90 c’è stato un boom retributivo a cui non è corrisposto un miglioramento nei servizi. Ora è tempo di darci una regolata e cambiare verso la trasparenza.

2014TrevFilmFestival013

Per concludere ti vorrei chiedere quale sarà il prossimo tema di cui ti occuperai. So che ti occupi anche di cinema.

Mi sto occupando, da qualche anno, del Trevignano Film Fest. È un’esperienza molto interessante anche se abbiamo problemi con i fondi. E il tema del prossimo festival dovrebbe essere su il cinema che racconta le religioni. Un tema molto attuale, a mio modo di vedere.

 

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