Grass, l’intellettuale scomodo che mancherà alla Germania

Conversazione con la giornalista e scrittrice Birgit Kraatz, per commentare la notizia della morte del grande scrittore tedesco Günter Grass.

Guenther-Grass

È scomparso il Nobel Günter Grass, l’esponente più noto della letteratura postbellica tedesca. Che effetto ha questa notizia su di te, che hai anche avuto modo di conoscerlo personalmente?

La Frankfurter Allgemeine Zeitung domani apre con il titolo “Il grande Grass”. Sì, Günter Grass è stato un grande. Grass era una roccia, era di una generazione che si trovò ad affrontare problemi enormi. Gli 87 anni della sua vita, un tempo, una storia tragica per la Germania. L’anno della sua nascita, il 1927, è un anno particolare. È l’anno di leva di ragazzi di quindici anni, chiamati a fare il soldato in guerra, lui nato a Danzica, con la vicenda dei milioni di rifugiati diurante la guerra e dopo la guerra. Grass è stato, per la sua generazione, per il suo tempo, l’intellettuale pubblico di riferimento. Anche molto scomodo e contestato. In Germania non ci sono tanti intellettuali di questo spessore e voglio aggiungere che qui nel Nord mancano intellettuali impegnati che prendono posizioni politiche anche radicali come fece lui. Grass – da giovane, credo a 23 anni, già scriveva cose paragonabili alle opere di Thomas Mann – non fu accettato e lodato come Mann proprio perché faceva politica.

Grass fu molto contestato nel 2006 perché solo allora, lui un moralista politico impegnato, lui che aveva anche denunciato la presenza di ex-nazisti tra i politici della Repubblica Federale, rivelò, nel suo libro autobiografico “Sbucciando la cipolla”, che, a 16 anni, era stato membro del partito nazista. Per questo fu criticato molto e ci fu un’ondata di sdegno per il fatto che non l’avesse rivelato prima. Grass stesso ammise che non l’aveva detto per vergogna. Ma quest’ombra nulla toglie al fatto che è stato un intellettuale, limpido, grande.

grass

Ma Grass non ha fatto scuola nella generazioni successive. E la Germania soffre molto, da questo punto di vista. Non ci sono intellettuali che prendano parte, che prendano posizione, politicamente. Certo, c’è Juli Zeh, quarantenne, che quando Grass ha compiuto 85 anni, ha pronunciato il discorso in quell’occasione. una scrittrice che è anche impegnata politicamente. Ma è una delle poche personalità della cultura impegnate.

Che cosa più caratterizza l’opera e la personalità di Grass?
In Grass c’è una complessità, una complessità nel suo talento: era anche un grafico, illustratore. Nei suoi libri ci sono le sue stesse illustrazioni. Ha scritto poesie, numerosi romanzi. Quindi è una perdita enorme, è la scomparsa di un grande talento. Quando muore una persona come lui è un’epoca che finisce. Sono persone che hanno vissuto la guerra, sanno cos’è la guerra. Dalle loro esperienze personali hanno tratto delle conseguenze, che hanno ispirato la loro opera. Letteraria e politica. Un grande lutto. Che lascia un vuoto. Sono personalità che difficilmente possono essere sostituite.

Tu hai conosciuto Grass personalmente?
Sì, l’ho conosciuto al Goethe Institut di Roma, quando ero corrispondente dall’Italia per Der Spiegel, era l’epoca della riunificazione, e fu molto contestato (non solo a Roma). Il Goethe dimostrò coraggio a ospitare una personalità come lui perché solitamente non si espone, come istituzione, non fa molti dibattiti politici. Grass sosteneva che l’unificazione della Germania era stata, per certi versi, troppo rapida e che allora, a quel processo, non fu data la possibilità di maturare, sedimentare meglio. Era come se la Germania Federale avesse inglobato l’ex-Ddr, se ne era impadronita. Io, ero in parte d’accordo con Grass.

Grass, come era considerato ai tempi delle “due Germanie”, com’era visto oltre il Muro?
Grass era uno scrittore della Repubblica Federale, era un socialdemocratico ed era molto vicino a Willy Brandt, un’amicizia non stretta ma che gli fece fatta pesare. All’inizio degli anni ’70 c’erano degli intellettuali che si raggruppavano intorno a Brandt e facevano politica e cultura, e lui ne era parte.

Tra le ultime controversie che l’hanno visto al centro, ricordiamo che Grass prese anche una posizione scomoda verso Israele, [criticando il governo tedesco per la vendita di unità navali e altro materiale militare allo stato ebraico, un paese che, potenza nucleare, sosteneva Grass, conduceva una politica nella regione pericolosa per la pace]…
Ovviamente la “Germania ufficiale”, anche a causa del peso del passato, non poteva e non può dire che Grass avesse ragione, non può far sue certe posizioni critiche. Però è opinione diffusa in Germania che le posizioni d’Israele possa essere autodistruttive, fra i tedeschi ci sono posizioni molto critiche sul fatto che Israele non rispetti i patti di Oslo e non sembri interessato al processo di pace, ed è una critica che va aumentando.
Detto questo, e nonostante gli episodi di antisemitismo che pure ci sono e preoccupano in Germania, come gli atti di vandalismo in cimiteri ebraici, da noi non c’è nulla di paragonabile a quanto accade in Francia, con diversi francesi ebrei che desiderano lasciare il paese per trasferirsi in Israele. Anzi, c’è una ripresa della presenza ebraica in Germania. E, come si sa, a Berlino sono venuti a vivere numerosi israeliani.
Sì, il suo orrendo passato l’ha anche vaccinata, la Germania, è una democrazia salda, con una classe dirigente politica – penso al presidente, alla stessa cancelliera, che pure è dalla parte opposta rispetto alla mia – che bene la rappresentano.

Prima sostenevi che la figura dell’intellettuale politicamente engagé manca nel tuo paese…
Sì, al momento c’è carenza, mancano figure di riferimento che si occupino di politica attivamente, ma penso anche che sia un problema di tutti i paesi europei. In Germania, in più, oltre alla tragedia, ha pesato molto la mancanza degli ebrei, ha pesato molto sulla cultura e sulla politica del nostro paese.

Come mai persone così importanti non fanno scuola, rimangono isolate?
Nella mia attività culturale e politica, qui ad Amburgo dove vivo, vedo che è molto difficile attirare l’attenzione dei giovani. Per avere un pensiero anticonformista, contrario, devi essere molto bravo perché vieni quasi punito se ti poni contro il sistema. Credo che il problema di base sia che i giovani di oggi studiano soprattutto per fare carriera, per la professione. Sono scarsamente interessati alla politica.

Tornando a Grass e alla letteratura: qual è il libro che ti è piaciuto di più?
A parte “Il tamburo di latta” che è un classico che ogni tedesco ha letto – è un po’ come “I Buddenbrock” di Mann – a me è piaciuto molto “Sbucciando la cipolla”, la sua autobiografia.

Com’è la lingua di Grass, com’è il suo tedesco?
È una lingua molto radicale, diretta, forte. A me piace molto. A me piace Grass, come scrittore, come intellettuale, come persona.
(a cura di maria luna moltedo)

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