Sinistra o destra, oggi. Un dilemma malizioso, o amletico?

ALFONSO M. IACONO*
Chi è oggi orientato culturalmente a sinistra, lo è altrettanto politicamente? In un paese politicamente imbrogliato e imbroglione come il nostro, dove l’unica vera continuità che vedo dal punto di vista etico e politico è nella corruzione e nell’incessante riproduzione di una casta che si accorge soltanto ora, sulla spinta di Strasburgo, di dover fare una legge contro la tortura dopo la vergognosa storia del G8 di Genova, sono costretto a giustificare una domanda simile.

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Ma soprattutto a dichiarare che si tratta di una domanda sincera, non maliziosa, una domanda, per così dire, amletica, di quelle che in politica si fanno soltanto in privato, perché in pubblico è d’obbligo e pagante l’ipocrisia. L’uomo politico di oggi, in questa democrazia assai poco democratica, è l’opposto di Amleto. L’immenso personaggio di Shakespeare non è un uomo indeciso, è l’uomo della domanda, dell’autointerrogazione, grazie alla quale egli può cambiare se stesso.

Domandarsi se si è oggi politicamente di sinistra (o di destra) è un mettere positivamente in dubbio ciò che si è in rapporto a quel che si vuol fare. Sono tempi confusi questi, dove destra e sinistra si fondono e si confondono, forse per andare in un mondo migliore o forse in uno peggiore, sicuramente diverso. Non è dato saperlo.

Ma essere di sinistra significa forse ancora orientarsi e orientare il proprio modo di governare, dentro i vincoli istituzionali e di legge, contro l’aumento delle diseguaglianze, contro la divaricazione sociale ed economica, contro la sproporzione fra ricchezza e povertà, a favore di un intervento pubblico che aiuti socialmente i più deboli e attui il diritto di tutti alla salute, allo studio e al lavoro, favorisca le imprese ad avere responsabilità sociale, lotti contro l’esclusione e contro il razzismo più o meno camuffato da difesa del cittadino.

Lo so, sono tutte parole generali che possono restare tranquillamente tali, ma sono anche principi rispetto a cui si deve prendere partito. Tutte le discussioni sull’ambiente, sul paesaggio, sulla qualità delle vita, sulle diseguaglianze hanno bisogno di un po’ di Amleto, il quale, pur prendendo partito, non cessò di interrogarsi, perché sapeva che la coscienza non può mai saziarsi del tutto di se stessa.

Tutto questo sembra che oggi in politica sia precluso eppure mi ostino a illudermi che se la partecipazione è qualcosa di più del semplice consenso a un leader, questo di più dovrebbe essere riempito dalla coscienza critica quale ci è mostrata dal principe di Danimarca. Cosa significa essere politicamente di sinistra oggi? Una domanda che non vale soltanto per il dilaniato PD, ma anche per SEL e quant’altro si aggiri da quella parte del cerchio.

*Ordinario di Storia della Filosofia
Dipartimento di Civiltà e Forme del sapere
Università di Pisa

I precedenti articoli di Alfonso M. Iacono

http://ytali.com/2015/03/24/padri-e-privilegi-perche-la-raccomandazione-del-figlio-di-lupi-non-e-un-dettaglio/

http://ytali.com/2015/03/20/cosa-ce-di-naturale-in-un-banale-licenziamento-il-caso-di-un-call-center-seat/

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