“Pellicani con Casson, è l’abc della politica”. Bettin replica a Cacciari

CLAUDIO MADRICARDO
Gianfranco, Massimo Cacciari annuncia il suo disimpegno da questa città. Tu che in passato hai avuto modo di conoscerlo bene e gli sei amico, che ne pensi?

La voglia di disimpegno di Massimo non credo sia frutto dell’esito di queste primarie. Oggettivamente era molto tempo che lui pensava a questo, per i suoi impegni, per le sue scelte culturali, per il suo vivere in buona parte a Milano. Anche il suo prossimo disimpegno dalla Fondazione Pellicani va spiegato in questo modo. Collegare questa scelta all’insuccesso di Nicola Pellicani alle primarie sarebbe quindi del tutto inesatto.

Massimo di te dice in realtà due cose, la prima è che tu sei stato il regista della scelta che ha fatto schierare Pellicani con Casson dopo la batosta delle primarie. La seconda è che tu sei uno dei pochi che in questa città ancora sa ragionare politicamente. Che mi dici?
Che non è vero. Io non ho esercitato alcuna regia nella scelta che ha portato Nicola a schierarsi. Ovviamente l’ho favorita e incoraggiata, perché la considero una giusta evoluzione dell’esperienza politica di Pellicani. Soprattutto quando si è visto che la strada per un suo impegno nella lista del Pd era per lo più preclusa, non avendogli proposto il partito di candidarsi capolista. La scelta di Pellicani era quindi nelle cose, costituisce una giusta evoluzione del dopo primarie, laddove non devono prevalere rancori che non hanno alcuna ragione di esistere. Quanto alla seconda parte della tua domanda, posso solo dirti che faccio politica da quando ero bambino, ho avuto modo di frequentare e conoscere questa città dall’alto al basso. Quindi forse, per spiegare l’apprezzamento di Massimo nei miei confronti, ho strumenti per cogliere le cose. Tutto qui. Poi Massimo e’ un amico, e forse l’avrà fatto per questo, anche se mi fa piacere.

Tu invece che pensi della scelta fatta da Jacopo Molina di non candidarsi nella lista del Pd?
È una scelta diversa. Jacopo ha deciso di sostenere i candidati che nella lista del Pd gli sono più vicini e di non impegnarsi in prima persona. È chiaro che Molina deve essere maggiormente coinvolto nel prossimo futuro, ma i ruoli uno se li deve guadagnare. Per questo, forse, sarebbe stato meglio che si fosse candidato. E in quest’ottica la posizione di Nicola mi sembra più apprezzabile, lui ha deciso di metterci la faccia e di correre. Certo, Casson deve coinvolgere Molina, e magari nel seguito della campagna ciò anche accadrà, magari con qualche evento in comune, con qualche conferenza stampa. Quanto alle polemiche e ai mal di pancia che la scelta di Casson su Pellicani ha provocato, onestamente non li capisco. Fa parte dell’abc della politica, e la fase delle primarie si è conclusa. Non è Pellicani l’avversario da battere. Si deve battere il candidato dell’altro schieramento. Sull’altro versante Luigi Brugnaro sta facendo lo stesso, è riuscito a far rientrare alcune candidature come quella di Boraso, Malgara e Mazzonetto su di lui. Brugnaro integra. Quello che voglio dire, in sostanza, è che in questa fase si deve integrare i vari pezzi del nostro schieramento. Ciò che differenzia un atteggiamento moderato da posizioni estremistiche è la capacità di mediazione, ovviamente rivolta a elementi che ci sono naturalmente affini o vicini. Come è appunto il caso della scelta di Pellicani.

Cosa prevedi per il 31 maggio?
Probabile che si vada al ballottaggio. Sarà il ballottaggio la vera partita. Se ci arriviamo con una percentuale pari o superiore al 45 per cento sarebbe positivo. Se ci attestiamo su una percentuale al di sotto di quella soglia, la partita diventa insidiosa. Il centro destra ha deciso di andare in ordine sparso al primo turno per fare il pieno dei voti. Se noi siamo al di sopra del 45 per cento, di sicuro l’effetto di frammentazione dello schieramento avversario sarà a acuito. Se stiamo al di sotto, succederà il contrario. Il problema è che fino ad ora noi abbiamo parlato solo ai nostri elettori. La seconda fase del dopo primarie stenta a decollare. Dobbiamo saper rivolgere la nostra proposta a uno schieramento più ampio.

Ti faccio un’ultima domanda. Perché hai deciso di correre per la presidenza della Municipalità di Marghera?
Perché sento il richiamo della foresta. Per me è una questione emotiva lavorare per Marghera. Ho sempre considerato la politica come un lavoro a livello locale, sul territorio. Ovviamente, anche se so che i poteri delle municipalità sono scarsi, anche per tutte le tematiche che sono inerenti a Marghera. E in più era un modo per stare in campo senza occupare il centro della scena.

Una risposta a ““Pellicani con Casson, è l’abc della politica”. Bettin replica a Cacciari

  1. Inviato da iPad. Notevoli i due articoli/intervista con Cacciari e Bettin. E bravo Madricardo ; devo essere proprio vecchia,se non lo conosco !!!

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