“Pellicani con Casson? La regìa è di Bettin”. Parla Massimo Cacciari

CLAUDIO MADRICARDO
Massimo, come vedi la decisione di Nicola Pellicani di fare il capolista nella lista di Casson Sindaco?

Umanamente sono molto contento per lui. Dopo la sconfitta alle primarie era molto amareggiato. Anche sul posto di lavoro era isolato, addirittura qualcuno lo ha preso in giro. Venezia è una città di pazzi, io non ne voglio più sapere. Politicamente, comunque, la considero una mossa corretta.

E qualcuno, infatti, dice che sei stato tu il regista di quanto accaduto.
Ma neanche per sogno, non ne sapevo assolutamente nulla. Ti ripeto, io di Venezia non mi voglio più occupare, non voglio più sentire nessuno. Quanto alla regia, quella è di Gianfranco Bettin, l’unico in città che sa ancora ragionare politicamente. E’ stato lui a suggerirla e a imporla a Casson, che da solo non ci sarebbe mai arrivato. E la trovo una mossa giustissima anche sul piano politico.

E per quanto riguarda Molina? Non ti sembra che Casson dovrebbe trovare il modo di coinvolgerlo?
No. Casson, o chi gli ha suggerito queste decisioni, ha fatto ultimamente due mosse giuste. Coinvolgere Pellicani, e lasciare fuori Molina, che rischia solo di creargli problemi in consiglio.

Che pronostico fai per il 31 maggio?
Ma è ormai evidente a tutti che si va al ballottaggio, che Casson non vince al primo turno. Prevedo che Brugnaro andrà sul 25 per cento, ma vedo anche i grillini destinati a un buon risultato, direi sul venti, soprattutto dopo quello che sta succedendo con Renzi a livello nazionale. Quindi se Casson al primo turno non distanzia di almeno un venti per cento il suo diretto avversario, lo vedo possibilmente perdente. Questa è una città di pazzi, ti dico. Aveva un ottimo candidato in Nicola Pellicani, con moltissime relazioni a livello politico, che gode dell’amicizia di Napolitano. E’ andata a affidarsi a due contendenti che sono isolati a Roma. Casson nella Capitale non è nessuno, non ha relazioni, non è ascoltato. Brugnaro da parte sua è odiato in Confindustria. Scelte peggiori non potevano essere fatte. Chiunque dei due sarà eletto non saprà come muoversi in Comune, nessuno dei due ha una qualsiasi esperienza amministrativa. Sara’ un disastro, chiunque vinca. Io non ne voglio più sapere.

E i tuoi rapporti con Nicola e con la Fondazione?
I miei rapporti con Nicola sono ottimi, e spero che l’essersi candidato gli possa essere utile anche umanamente. Quanto al lato politico, sono convinto, come ti dicevo, che sarà utile alla città. Circa il mio impegno nella Fondazione sono attualmente ancora il presidente. Ma aggiungo anche che da ora e nel futuro non voglio avere più alcun rapporto di qualsiasi genere con questa città.

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