L’affluenza a Venezia? Potrebbe sorprenderci. Conversando con Paolo Feltrin

CLAUDIO MADRICARDO
A poche ore dal ballottaggio a Venezia, abbiamo brevemente conversato con il politologo Paolo Feltrin, coordinatore dell’Osservatorio elettorale del Consiglio regionale del Veneto.

Professor Feltrin, che idea si è fatto del ballottaggio di domenica a Venezia?
Innanzitutto c’è da rilevare che dopo molto tempo si va a un ballottaggio, ed era dall’epoca dello scontro tutto interno al centrosinistra di Cacciari contro Casson che ciò non succedeva. Ora la differenza è che il ballottaggio per la prima volta riguarda gli schieramenti opposti.

Quindi?
Quindi è assolutamente difficile fare una previsione. Quel che prevale è una situazione di assoluta incertezza. Poi si vota un giorno solo e non abbiamo sufficienti criteri di stima.

Al primo turno ha votato solo i 59 per cento dell’elettorato. Come pensa che si comporteranno gli elettori al secondo turno?
Io non credo ci sarà un esagerato calo dell’affluenza. In genere ciò accade dove la situazione, nelle previsioni, è certa. Veda per esempio il caso dell’Emilia Romagna e il drammatico calo del voto. Qui invece siamo in una assoluta incertezza di risultato, e ciò può favorire in qualche modo la mobilitazione degli elettori. Ora quale parte di elettorato sentirà di più il richiamo delle urne non ci è dato sapere. Lo vedremo domenica sera dopo le 23, e capiremo subito se si tratterà di un testa a testa, o di una vittoria schiacciante di una delle due parti.

Riesce a sbilanciasi in una previsione?
No, non mi chieda di fare una previsione, tanto più a poche ore dall’apertura dei seggi. L’unica cosa che mi sembra giusto rilevare è che siamo in presenza dell’elezione più incerta da molto tempo a questa parte. E che gli elettori del centro destra potrebbero sentirsi mobilitati per la percezione di avere la possibilità di far cadere la città. L’occasione storica di far passare a destra Venezia, dopo quel che è accaduto un anno fa a Padova. Di converso, potrebbe pure scattare la molla opposta nel centro sinistra e quindi Casson potrebbe assorbire una parte consistente di astensionismo.

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