Maschio femmina o gay. “Strega” da galera

PIERGIORGIO PATERLINI
Oggi 3 luglio 2015, alle ore 00.02 ho spento la televisione. Aspettate a dire “chissenefrega”. Stavo guardando la diretta Rai della serata finale del Premio Strega. Allora te la sei cercata, direte voi, indipendentemente da quello che mi ha fatto irrimediabilmente incazzare e che sto per raccontarvi. E su questo non posso darvi torto. Però sono sempre stato dell’idea che bisogna conoscere ciò che va combattuto o fuggito. E questa notte ho capito una cosa che mai, mai, mai avrei creduto.

Ci si chiedeva chi fosse la misteriosa Elena Ferrante. E per tutta la serata se fosse davvero una donna, un uomo, o un gruppo di lavoro.

Ed ecco l’attrice comica – spalla della conduttrice – colpita dalla battuta folgorante (la diretta non perdona nessuno, se non altro). Calma, dice “una delle attrici Rai più divertenti e irriverenti” (definizione ufficiale di Paola Minaccioni), calma, dice, sentendosi molto intelligente e molto progressista, molto “avanti”, calma, dice la Minaccioni, Elena Ferrante potrebbe essere una donna un uomo ma anche un gay. Letterale. Mi aspetto che Concita De Gregorio, autrice e conduttrice del programma, lì di fianco, si metta a urlare, sospenda la diretta, la prenda a schiaffi, si imporpori per la vergogna, non so, che fra tutti, non dico Francesco Piccolo ma almeno Nicola Lagioia abbia un malore. Niente di tutto questo. Sono tutti molto compresi nel ruolo, e Concita De Gregorio sembra anche lei folgorata da questa strabiliante ipotesi, certo, conferma, perché no, Elena Ferrante potrebbe essere una donna un uomo ma anche un gay.

In quel momento, alle 00.02, ho spento di colpo la tv.

Io vi so intelligenti e informati, cari miei lettori, e basterebbe anche meno, e potrei, forse dovrei fermarmi qui, temo sinceramente di offendervi andando avanti.

Ma, sentito quello che ho sentito, devo andare avanti.

Vorrei informare tutti che non è che ci sono i maschi, le femmine e i gay.

Maschio o femmina è il genere (identità di genere). Gay o etero è l’orientamento sessuale, chi desidero, chi amo, se una persona del mio sesso (genere) o dell’altro. Le due cose non hanno nulla ma proprio nulla a che vedere l’una con l’altra.

Ci sono maschi etero e maschi gay. Femmine etero e femmine gay. Su, non è così difficile. Dire “maschio, femmina o gay” è una bestialità che grida vendetta, una faccenda da espulsione, un daspo a vita.

Questa notte dunque ho capito che un comico donna (genere, non orientamento, potrebbe essere sia gay che etero) di successo e colta e “progressista e di sinistra” (Lucio Dalla) può vivere ancora oggi nella magica credenza che un gay sia una via di mezzo fra un maschio e una femmina. E può predicarlo al popolo dal pulpito della televisione pubblica nel contesto di una trasmissione di Alta Cultura. Senza che nessuno senta l’impulso irrefrenabile di mettere una pezza a questa enormità.

Meglio se non ce lo dai, Renzi, il matrimonio omosessuale. Se in questo campo siamo in fondo a ogni classifica, una ragione ci sarà. E forse non è il razzismo. E neanche il Vaticano. È una malattia molto più grave, più pericolosa, e molto difficile da curare: l’ignoranza.

LE NUVOLE

4 risposte a “Maschio femmina o gay. “Strega” da galera

  1. È una cosa che ho notato anch’io, mi sono venuti i brividi e ho inveito contro lo schermo dicendo che appunto, ci sono uomini e donne, e che i gay possono essere uomini e donne. Gay non è un terzo sesso.
    In genere ho trovato la diretta di questo premio Strega davvero scandalosa, peccato, potrebbe essere un modo per promuovere la letteratura, e invece è un’accozzaglia di generi televisivi. Speriamo che migliori.

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  2. Ma come siete pignoli !

    Avrebbe dovuto dire:
    “Elena Ferrante potrebbe essere una donna o un uomo etero, ma anche una donna o un uomo omo… ”

    Oppure:
    “Elena Ferrante potrebbe essere un maschio o una femmina con orientamento sessuale etero oppure un maschio o una femmina con orientamento sessuale omo…”

    Oppure:
    “Elena Ferrante potrebbe essere un individuo etero oppure omo…”

    Dicendo:
    “Elena Ferrante potrebbe essere una donna un uomo ma anche un gay…” si diceva qualcosa di inesatto, ma di immediato assorbimento concettuale: cioe’ che Elena Ferrante potrebbe essere un uomo o una donna “normali” oppure un uomo o una donna “diversamente normali”, cioe’ omosessuali”.

    Non ci siano dubbi che non tutti i maschi e le femmine siano individui sessualmente “normali”, ma che fra loro esistano anche maschi e femmine sessualmente “diversi”.

    Al fine di comprenderli “democraticamente” tutti, normali e diversi, in quella trasmissione e’ stata usata l’espressione “maschi, femmine e gay”.

    Ma come siete pignoli e permalosi!

    La gente ha capito cosa si intendeva dire e che non si voleva offendere la fragilissima suscettibilita’ omo.

    Se ogni volta che in televisione si sentono innocenti, involontarie, superficiali inesattezze si dovesse spegnere incazzati l’apparecchio e buttarlo dalla finestra ci troveremmo nella situazione di Napoli la notte di Capodanno, quando dalle finestre volano cessi e altri oggetti domestici dalle finestre e la gente in strada finisce all’ospedale con il cranio fracassato.

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