Il sito delle infedeltà. Solo corna? La lettera di una donna che spiazza i moralisti

GUIDO MOLTEDO
Ci sono tanti modi e toni per raccontare questa storia, che coinvolge milioni di persone, chissà quante coppie e famiglie in tutto il mondo. Il registro boccaccesco e rudemente giudicante? Ovvio, è il più ghiotto, ed è il più diffuso. C’è spazio per la comprensione in un simile registro? Garantismo? Rispetto? Zero.

Esemplare quanto scrive sul Sole 24 Ore Lisanna Benfatto:

“È una storia di corna, ricatti, delazioni, lettere minatorie e soldi. E magari c’è scappato pure il morto, o forse tre, almeno così si dice. Insomma una vecchia storia. Ma invece di uscire da un fogliettone di terz’ordine esce dal dark web per poi propagarsi su YouTube, migliaia di siti, e tocca non una, non dieci, ma 32 milioni di persone. Benvenuti nel Decamerone del nuovo millennio, dove i canti si scrivono in bit. C’era una volta – ora è virtualmente fallito – un sito di dating canadese, AshleyMadison.com. Idea brillante, invece di far incontrare anime single fa accoppiare anime già sposate o fidanzate. Insomma facilita l’infedeltà.
[…]
Ma un giorno non precisato, probabilmente anni fa, arrivano i cattivi. Sono gli hacker di un proclamato e sconosciuto gruppo, l’Impact Team. Zitti zitti, entrano nei sistemi del sito e dell’intera azienda e ne prendono possesso, secondo il Ceo con l’aiuto di qualcuno che «aveva accesso ai sistemi ma non era un dipendente». Spazzati via dati personali, e-mail, foto compromettenti e numeri di carte di credito.
[…]
Tradire l’amato, o l’amato consumatore, costa. Caro”

E se la storia fosse un po’ più complicata? Molto meno pruriginosa? Con contorni e implicazioni drammaticamente “umane”?

Su The Intercept, il sito di Glenn Greenwald, si legge la lettera di una moglie e madre di famiglia, inviata a Greenwald, che sulla vicenda aveva scritto un articolo molto attento a quel che può esserci sotto la scorza dei facili costumi.

Ecco il testo della lettera

“Grazie per la gentilezza e l’umanità che ha manifestato nei confronti di quelli tra noi, su Ashley Madison, i cui dati sono oggi fonte di pubblico ludibrio e vergogna.
Sono una donna, ho un lavoro di parecchia responsabilità, ho tre figli, uno dei quali bisognoso d’assistenza, e un marito con cui non sono in intimità da diversi anni a causa dei trattamenti a cui si sottopone contro il cancro.

Mi occupo e ho scritto di legislazione matrimoniale, a sostegno del matrimonio tradizionale, per il bene dei figli. L’istituzione per la quale lavoro ha una clausola di moralità in tutti i contratti.

Il mio è un matrimonio senza amore, senza sesso, un matrimonio genitoriale. Mi prenderò cura di mio marito se il suo cancro si diffonderà. Gestiamo la relazione con la buona volontà per il bene dei figli, ma non possiamo parlare dei miei bisogni emotivi o sessuali senza che lui si fissi sulla sua morte e pianga.
Sono andata su AM per via della solitudine e della disperazione, e ho trovato amicizia, sia maschile sia femminile, con altri intrappolati in matrimoni terribili, cercando di fare la cosa giusta per i loro figli.

Le mie esperienze mi hanno portato ad ammorbidire le mie opinioni sul matrimonio dal momento che il mio matrimonio è un impegno profondamente mortificante, doloroso, a lungo termine.

Mi aspetto di essere derisa dai colleghi, di perdere il mio lavoro, e di essere pubblicamente svergognata, soprattutto come un’ipocrita. Sì, ho usato una carta di credito. Nel mio caso, non susciterò simpatia né a destra né a sinistra visto che non rientro in nessuno dei loro paradigmi semplicistici.

Ho ricevuto e-mail da Trustify in cui mi si dice che sono stata oggetto d’intrusione, e mi sollecitano ad acquistare i propri servizi. E sto ricevendo un sacco di spam con battute salaci.

Questa è la mia storia- Quando il mio nome sarà messo in piazza, suppongo che potrò anche prendere posizione per coloro che sono intrappolati in matrimoni falliti. Molti di noi fanno del loro meglio, cercando nel proprio modo imperfetto di far fronte all’alienazione, alla mancanza di amore e alla deprivazione fisica.

Non voglio fare del male ai miei figli o a mio marito. Davvero avrei voluto avere un buon marito e agli altri auguro un matrimonio felice. Ho fatto quello che ho fatto cercando di far fronte alla situazione. Forse è stata una cattiva idea, ma, ripeto, ho conosciuto persone molto per bene con AM, alcune delle quali sono adesso cari amici”.

“Le vite private e le scelte personali di adulti pienamente formati – commenta Greenwald – sono di solito molto complicate e pertanto impossibili da capire – e certamente impossibili da giudicare – senza sguazzare nei più intimi dettagli, nessuno dei quali sono affari vostri. Un’ottima ragione per non sedersi e giudicare e condannare da lontano.”

“Vale la pena ricordare che anche in questi casi “facili” [l’autrice della lettera scrive che è impegnata sul fronte della difesa della famiglia tradizionale], gli esseri umani sono di solito molto più complessi delle caricature buono/cattivo che siamo tutti tentati di diffondere al fine di insidiare gli avversari politici e di gonfiare invece quanto noi valiamo. Anche se interpretate quanto [l’autrice della lettera] ha fatto sotto la luce più ingenerosa possibile – e anche se arrivi alla conclusione che si tratta di un caso estremo in cui è evidente che è colpevole d’ipocrisia – pensate davvero che le sue azioni siano così cattive e meritevoli di una reputazione rovinata su vasta scala, e anche peggio? C’è davvero qualcuno capace di mettersi in poltrona e tranciare un giudizio inflessibile, senza dubbi, delle scelte che ha fatto nel suo più privato reame?”

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