Finalmente la Quadriennale. Torna la vetrina del bello (e del brutto) italiano

La Quadriennale di Roma ritorna sulla scena. Tra un anno si terrà l’inaugurazione che è prevista per il 14 ottobre 2016 e la mostra si concluderà l’8 gennaio 2017 al Palaexpò. Al momento sono queste le date che circolano.

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Questa volta, la sedicesima dal suo esordio, sarà concepita come un’exhibition a più voci. Infatti si comporrà di una pluralità di progetti affidati ciascuno a una curatrice o a un curatore. Ed è prevista anche una serie di eventi sparsi per Roma e che saranno promossi dai suoi enti culturali.

Dalla Quadriennale sono passati artisti del calibro di Lucio Fontana, Carla Accardi, Alberto Burri, Piero Dorazio, Mario Schifano etc solo per fare alcuni nomi.

La Quadriennale di Roma è una Fondazione che ha il compito di promuovere l’arte contemporanea italiana come viene raccontato bene nel website.
Il nome dell’istituzione deriva dalla cadenza con la quale si svolge per mandato istituzionale l’esposizione periodica. Ha sede a Roma nel complesso monumentale di Villa Carpegna che è una dimora secentesca.

Il website è fatto molto bene e permette di accedere alle Quadriennali d’arte, dalla prima del 1931 alla quindicesima del 2008. La scheda di ciascuna mostra rinvia anche agli artisti partecipanti e ai materiali documentari conservati nel nostro Archivio Biblioteca. Il database offre inoltre sezioni tematiche di ricerca sulle mostre organizzate dalla Quadriennale e su oltre 13.500 artisti italiani attivi dagli inizi del Novecento a oggi.

Facendo un passo indietro, la prima Quadriennale fu inaugurata, al Palazzo delle Esposizioni, il 5 gennaio 1931 alla presenza dei sovrani, il re Vittorio Emanuele III e la regina Elena. Due giorni prima, Mussolini aveva partecipato alla vernice, alla presenza degli artisti e degli addetti ai lavori. Il Palazzo delle Esposizioni, che fu restaurato per l’occasione, presentò l’allestimento di Pietro Aschieri e Enrico Del Debbio. La seconda edizione, nel 1935, fu caratterizzata dalla presenza degli artisti della Scuola romana e da sale dedicate a Severini, Mafai, De Chirico, Scipione etc. Rifondata dopo la seconda guerra mondiale, seguì il dibattito artistico nazionale e organizzò ampie retrospettive.

La Quadriennale è stata, e forse ricomincerà a essere, la più vasta vetrina dell’arte figurativa nazionale.
Protagonisti della rassegna sono, ovviamente, gli artisti. Gli espositori sono circa 500. La regia della mostra fu affidata, a suo tempo, a Cipriano Efisio Oppo, figura poliedrica, pittore, critico, deputato in Parlamento, che nel ruolo di segretario generale della Quadriennale guiderà le prime quattro edizioni della mostra romana dal 1931 al 1943.

È nata con l’idea di accentrare in Roma la migliore produzione dell’arte figurativa nazionale, lasciando alla Biennale di Venezia lo svolgimento di manifestazioni internazionali.
La XVI Quadriennale che si sarebbe dovuta svolgere nell’ottobre 2012 fu annullata per via della cronica mancanza di fondi. Dunque il fatto che tra un anno si possa svolgere nuovamente è una grande notizia.

La  mostra non ha necessariamente dei vincoli tematici legati ad un titolo ed è nata con l’intento di documentare una situazione in evoluzione, tracciando una panoramica sull’arte contemporanea italiana. Chissà quale sarà il filo conduttore della prossima mostra.

Oltre alla ricca attività espositiva, la Fondazione si propone da diversi anni di organizzare dei percorsi di riflessione e studio che hanno come oggetto l’arte degli ultimi decenni, attraverso la programmazione di iniziative volte ad approfondire il rapporto con il nostro recente passato, prevedendo il confronto diretto con i suoi protagonisti.

Nel 2008, l’ultima Quadriennale, la “15ª Q”, come è stata chiamata sulla copertina del catalogo e sui prodotti comunicativi legati alla manifestazione, è costata circa due milioni di euro e durante i 76 giorni di apertura ha accolto trentamila visitatori.

In un panorama desolante di desertificazione culturale il fatto che la Quadriennale torni è un ottima notizia che dà speranza. Speranza che qualcosa torni a muoversi sul piano culturale e artistico italiano. Se ne sente il bisogno.

(Maria Luna Moltedo)

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