Leopolda, il viaggio continua. Un libro sull’evento renziano (che torna a novembre)

LUNA MOLTEDO
“Leopolda. Diario di un viaggio di una nuova generazione politica” è scritto a due mani dai giornalisti Dario Borriello e Romana Ranucci (Albeggi Edizioni). È una sorta di manuale per capire meglio la Leopolda, la cui prima edizione fu l’incontro Prossima fermata Italia, organizzata nel novembre 2010 da Matteo Renzi e Pippo Civati, allora rispettivamente sindaco di Firenze e consigliere regionale lombardo. Ne parliamo con una degli autori, Romana Ranucci.

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Spieghiamo cos’è la Leopolda a una persona che non sa cosa sia…
È un appuntamento che si fa da cinque anni ma e non è legato a un partito. È un contenitore aperto dove tutti possono partecipare e non ci sono né bandiere né simboli di partito. È un palcoscenico per chi ha qualcosa da dire e proporre. Partecipano medici, avvocati, piccoli e grandi imprenditori ma anche gente comune che ha qualcosa da proporre per il Paese. Ci si riunisce in tavoli tematici e si ragiona tutti insieme. È uno sharing

Come mai avete deciso di scrivere questo libro a cinque anni di distanza dalla prima Leopolda che si svolse nel 2010?
Perché dopo cinque anni ci sembrava doveroso e utile fare un bilancio di questa manifestazione. Non è un libro scritto da renziani per i renziani. Anzi è rivolto di più a chi non conosce la Leopolda e a chi è curioso di capire che tipo di manifestazione sia. Spesso si sentono delle critiche alla Leopolda proprio da parte di chi non ci ha messo mai piede. Credo sia opportuno criticare dopo aver visto di che si tratta. Come in tutte le cose.

La Leopolda è pensata un po’ come un laboratorio o una convention italiana in stile Usa. Voi che la conoscete bene come la descrivete e come è articolato il libro?
Nella prefazione raccontiamo, da cronisti, tutte e cinque le edizioni della Leopolda. Volevamo fare un confronto tra le prime Leopolde e quella dell’anno scorso che è stata quella di governo.
All’interno del libro ci sono diverse interviste ad esempio quella a Pippo Civati che è stato uno dei creatori della Leopolda, al sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ci hanno raccontato i “dietro le quinte”. Poi abbiamo intervistato Matteo Richetti, Ernesto Carbone, Ermete Realacci, David Ermini, Lorenza Bonaccorsi. Inoltre nel libro viene ricordato come il format sia stato preso come spunto per altre manifestazioni politiche.

Lo slogan della penultima edizione, quella datata 2013, che è anche quella della definitiva “svolta”, è “Diamo un nome al futuro”. Come convinceresti un giovane, oggi, a partecipare attivamente alla Leopolda?
Cercherei di convincere anche una persona anziana non solo un giovane. Non ci sono limiti anagrafici per partecipare alla Leopolda. Direi che è un momento di condivisione molto bello perché la Leopolda ha una struttura diversa dalle solite manifestazioni di partito. Non c’è il leader che parla e gli altri che ascoltano e applaudiscono. Tutti contribuiscono a fare delle proposte e si condividono le idee.

Quando dovrebbe svolgersi la prossima Leopolda, si sa già qualche data?
Dovrebbe essere a metà novembre ma francamente non so nulla. Sono solo voci che circolano, penso che a breve sapremo di più.

Pensi che sia ancora utile la Leopolda o è già ora di “rottamarla” per usare un termine caro a Matteo Renzi? Non credi sia una manifestazione già esautorata dal punto di vista comunicativo?
L’anno scorso poteva sembrare una passerella del governo dove la gente andava a farsi i selfie. In realtà non è così, è sempre interessante. C’è da dire che dall’anno scorso c’è stata una grandissima partecipazione. Il libro “Leopolda.Diario di un viaggio di una nuova generazione politica” (Albeggi Edizioni), contiene interviste, estratti, interventi di alcuni dei principali attori di questo percorso. Prima si diceva di rottamare i “dinosauri”. Ovviamente adesso non si può ancora parlare di “dinosauri” visto che alcuni parlamentari ancora non hanno terminato una legislatura. Sicuramente sarebbe opportuno e più interessante proporre volti nuovi, come suggerisci te nella tua domanda. Sinceramente confido che sarà così.

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