Sacchi e muffe a New York. Welcome Alberto Burri

LUNA MOLTEDO
Il 9 ottobre avrà luogo l’apertura della mostra antologica retrospettiva delle opere di Alberto Burri presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, a cura di Emily Braun. L’exhibition, con oltre cento opere, è la più ampia ed esauriente mai realizzata negli Stati Uniti da un museo di arte contemporanea. Per l’occasione sono state scelte opere molto significative dei maggiori cicli della pittura di Burri, concesse da istituzioni museali e collezioni private americane ed europee, nonché dalla stessa Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello.

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“Nel sacco trovo quella perfetta aderenza tra tono, materia e idea che nel colore sarebbe impossibile” diceva Alberto Burri. La materia manipolata, i sacchi lacerati e ricomposti, i buchi e le tensioni delle cuciture, “l’informale pittorico”, saranno al centro della mostra The Trauma of Painting del Peggy Guggenheim di New York.

Burri metteva al centro delle sue opere relitti, la materia di scarto e di recupero, secondo il vecchio concetto dadaista dell’objet trouvé, del ready-made di Marcel Duchamp, dei dipinti polimaterici di certi futuristi, dei Merzbilder di Schwitters.

Ma in Burri l’azione creativa coesiste con l’intenzione distruttiva di accelerare con un intervento diretto il processo di consunzione e di logoramento dei residui materici per inglobarvi il concetto del tempo che, inesorabile, trascorre e corrode: il fuoco, l’essiccazione (si veda la serie dei “Cretti” degli anni ’70).

È importante tenere presente che, nonostante l’utilizzo di vari materiali, le opere di Burri sono sempre saldamente pensate in uno schema strutturale fermo ed equilibrato, secondo una rigorosa legge compositiva che regola rapporti di spazi, dimensioni e relazioni tra le masse cromatiche.

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Il centenario della nascita di Alberto Burri, nato a Città di Castello il 12 marzo 1915, è stato un evento di rilevanza mondiale per il numero ed il livello delle iniziative che si sono celebrate fino ad ora e quelle che ancora si devono svolgere.

In occasione delle celebrazioni la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, nata nel 1978 per volontà dello stesso artista, ha annunciato la prossima uscita del nuovo Catalogo Generale delle Opere. L’opera editoriale, promossa e curata direttamente dalla Fondazione presso cui è attivo l’Archivio Burri, è stata concepita in sei volumi e in due distinte edizioni, una in lingua italiana e l’altra in lingua inglese.

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Inoltre il 20 e 21 novembre si terrà il convegno “Materia, Forma e Spazio nella pittura di Alberto Burri” dell’Università degli Studi di Perugia. E parteciperanno studiosi e critici che nel tempo e più recentemente hanno svolto un’azione di rilettura dell’opera del Maestro.

Al Solomon R. Guggenheim Museum di New York verranno esposte oltre cento opere di Burri e si preannuncia come la maggiore retrospettiva dedicata all’artista oltreoceano ed è stata resa possibile grazie al sostegno di Lavazza.

Tra Catrami, Muffe, Gobbi, Bianchi, Legni, Ferri, Combustioni plastiche, Cretti e lavori su Cellotex, l’esposizione intende riposizionare il ruolo di Alberto Burri fra gli artisti del dopoguerra italiano ed europeo.

Famoso per le sue sperimentazioni con materiali nuovi e poco ortodossi, Burri nel 1949 realizza SZ1, il primo Sacco stampato. Nel 1950 comincia con la serie le “Muffe e i Gobbi” e utilizza per la prima volta il materiale logorato nei Sacchi. Nel 1952 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia, presentando l’opera “il Grande Sacco”.

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Con le mostre di Chicago e New York del 1953 inizia il grande successo internazionale. Nel 1954 realizza piccole combustioni su carta. Continua a utilizzare il fuoco anche negli anni successivi, realizzando Legni (1956), Plastiche (1957) e Ferri (1958 circa). Nel 1955 espone all’Oakland Art Museum e alla VII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma.

Il video intervista alla curatrice Emily Braun dà un’idea dell’importante retrospettiva newyorkese dedicata al centenario di Alberto Burri che dal 9 ottobre sarà possibile visitare presso il Salomon Peggy Guggenheim della Grande Mela.

BURRI, 1915. UN SECOLO DA CELEBRARE

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