Più grande di Venezia. Parte di Venezia. Ma Mestre è una città?

GIUSEPPE SACCA’
“Mestre, città del Comune di Venezia”. Questo l’incipit della prima stesura della voce “Mestre” nell’enciclopedia più letta nel mondo, Wikipedia. Era il 3 luglio del 2005, ore 11.20. E dopo solo 11 minuti l’epiteto “città” scompare a favore di quello “frazione”: “Mestre è una frazione del Comune di Venezia”.

Ferretto g1

Undici minuti e due parole che condensano un dibattito oramai secolare sull’identità e la storia di Mestre, una contesa con alle spalle una bibliografia molto estesa per chi volesse approfondire i termini della questione. Noi abbiamo deciso di affrontare questo tema utilizzando come unica fonte Wikipedia. Come è noto ai più, chiunque può contribuire alle voci di questa enciclopedia, tutti sono sullo stesso piano, dall’affermato professore universitario al clochard che magari interviene utilizzando un PC della biblioteca civica. Su Wikipedia nessun intervento può essere cancellato e, se inserito da un utente registrato, è riconducibile con un click a un autore che spesso, ma non sempre, nella sua pagina rende pubblico la residenza. La stesura delle voci può dare vita a vere e proprie guerre, le cosiddette edit war . È sulla pagina di “discussione” – un forum – che la comunità delibera cosa scrivere nelle voci, non votando ma confrontandosi. E proprio sulla “discussione” della voce “Mestre” si trova un ricco dibattito che può essere uno strumento privilegiato per capire come Mestre è percepita, letta e quali parole si vogliono utilizzare per raccontarla. Gli spunti desumibili dalla pagina di discussione di Wikipedia sono quindi molti a partire dalla domanda delle domande che ossessiona molti mestrini (e non solo): “Cos’è Mestre?”. Città? Frazione? Agglomerato urbano? Località?

MESTRE È UNA FRAZIONE (2005-2008)

Il primo epiteto utilizzato nel 2005 è quindi quello di “città”, sostituito da “frazione” in 11 minuti. Dopo 48 ore di discussione si opta per questo incipit: Mestre “è amministrativamente una frazione del Comune di Venezia, anche se per le sue dimensioni e la separazione fisica da Venezia, potrebbe essere considerata una città a tutti gli effetti. Per questi e altri motivi, esistono alcuni sostenitori di un progetto per separare Mestre e Venezia in due comuni distinti”.

Questa formulazione è figlia di una discussione di tre utenti. Purtroppo il creatore della pagina è anonimo, ma gli altri due sono Snowdog milanese, wikipediano di lungo corso (nel 2005 risulta essere vicepresidente di WikimediaItalia), e Auro un utente milanese. L’utente anonimo che, per la verve con la quale scrive sembra un abitante di Mestre, ci tiene molto al fatto che a Mestre sia associata la parola città: “Definire frazione un contesto urbano con 150.000 abitanti mi sembra riduttivo! Mestre è a tutti gli effetti una città, inevitabilmente parte del sistema urbano veneziano”.

Snowdog porta la discussione subito sui binari adatti a una voce enciclopedica: “Dal punto di vista amministrativo è una frazione. Il titolo di città, in Italia, non ha necessariamente a che fare con le dimensioni della popolazione”. Però sottolinea: “Che la cosa possa essere assurda è un altro discorso”. Auro sposa la tesi di Snowdog, peraltro difficilmente criticabile da un punto di vista meramente enciclopedico, ma continua nell’opera di persuasione: “Se la cosa può consolare, l’esempio di Mestre come frazione di un certo ‘peso’ ha fatto sì che in Wiki venissero prese posizioni di grande respiro nei confronti delle frazioni. Quindi in qualche modo per Wiki Mestre conta moltissimo!”. Questo sembrerebbe placare gli animi e probabilmente sapere che Mestre per Wikipedia conta molto è sufficiente. Ci pensa però Pascar (residenza sconosciuta) a intervenire a gamba tesa scrivendo:

Scusate, ma una discussione come la vostra non ha alcun senso, perché il titolo di “città” è molto più rigoroso del vostro, e non è soggettivo (il che sarebbe poco enciclopedico), non si basa né su dimensioni né su sentimenti personali. Si basa su atti ufficiali. CITTA’ è un TITOLO ASSEGNATO DAL GOVERNO A COMUNI (in accordo con la Costituzione Italiana), e solo a essi, non dagli abitanti stessi di una frazione! Potete controllare voi stessi nelle voci “Comuni italiani” e “Città (Italia)”. Quindi sarebbe il caso di correggere nel testo tutte le volte in cui si parla di Mestre città.

Pascar sostiene che la parola città non può essere associata in nessun modo a Mestre, in nessuna parte della voce. Una presa di posizione così radicale non poteva che generare una reazione affidata a Lissen (impossibile capire di dove sia): “Scusate, ma non sono d’accordo. Come scritto nella prima riga e mezza dell’articolo Città, Una città è un insediamento umano esteso e stabile, ma non vuol dire che una città debba essere per forza un comune. Questa definizione renderebbe Mestre una città a tutti gli effetti, anche se non è un comune”. Insomma la comunità di Wikipedia non accetta che Mestre, al di là dei motivi burocratici, non venga riconosciuta come città e infatti un utente anonimo scrive tanto brevemente quanto recisamente: “Nel linguaggio comune Mestre può essere definita una città, nel linguaggio amministrativo-burocratico no”. Siamo al 13 luglio 2008, “Mestre (detta anche Venezia Mestre) è una frazione del Comune di Venezia situata sulla terraferma”, ma nella voce la parola città compare già nella seconda riga ed è ripetuta più volte. (Intanto nel novembre del 2007 nasce anche la pagina “terraferma veneziana”, ma questa è un’altra storia).

Ferretto

MESTRE È UN CENTRO ABITATO (2008-2009)

Il dibattito sull’identità di Mestre si sposta dalla città intesa come conurbazione urbana ai mestrini. TheWiz83 (utente veneziano) nel settembre del 2008, domanda: “Non sono da considerare solo gli abitanti della Municipalità di Mestre-Carpenedo? Infatti ai confini di essa c’è il cartello fine Mestre”. La risposta che si dà è netta: “Non credo che un residente di Tessera sia un mestrino!”. Un utente anonimo sostiene che:

Al di là delle divisioni “amministrative” molte frazioni (come Favaro, Chirignago, ecc.) sono (ripeto non ufficialmente) dei quartieri o meglio “periferia” di Mestre, visto il “continuum urbano” e i rapporti che ci sono (uno che abita a Favaro non è mestrino, ma se dice “vado a Mestre” equivale più o meno a dire “vado in centro”). Sarebbe sbagliatissimo considerare solo gli abitanti della municipalità “Mestre centro”, visto che sarebbero escluse zona come la prima parte di via miranese compresa all’interno dei cartelli “Mestre”, ma inserita nella municipalità di Chirignago (un altro esempio è la Gazzera).

La discussione s’infervora e prende una piega prevalentemente tecnica, ossia gli utenti si confrontano a partire da diverse banche dati consultate. Ci s’ingegna a trovare soluzioni che possano essere una buona mediazione e, contestualmente, siano supportate da fonti adeguate. TheWiz83 propone quattro vie:

1. Tutta la terraferma veneziana fa parte della città di Mestre;
2. Mestre è la parte di territorio del vecchio Comune di Mestre (in fin dei conti è quello che è stato insignito del titolo di Città) e quindi anche Marghera entra nel conteggio, ma non Chirignago, Zelarino e Favaro (che erano comuni autonomi);
3. Mestre è la parte di territorio attualmente delimitata dalla segnaletica (…);
4. Mestre coincide con la Municipalità di Mestre-Carpenedo.

Il clima si scalda, Max (utente anonimo) ad esempio: “Vi rendete conto che avete scritto che Mestre è una conurbazione di Venezia… o non sapete cos’è una conurbazione o non conoscete il territorio che state cercando di descrivere”. Enrico (mestrino) invece scrive:

Carpenedo, Cipressina e Gazzera non esistono si chiamano MESTRE. Il quartiere Favaro (ex Q10) comprende Favaro Campalto Tessera Dese Ca’ Nogherà e Ca’ Solaro e si può chiamare MESTRE EST. Chirignago&Asseggiano e Zelarino&Trivignano (una volta due quartieri distinti) è MESTRE OVEST. La zona che va dal confine col comune di Mogliano (una volta Mogliano di Mestre) all’incrocio Terraglio/Trezzo è MESTRE NORD. Marghera con tutta la zona industriale (fino a Ca’ Sabbioni) e fino al confine con il comune di mira è MESTRE SUD. Questa è la città di Mestre, e questi sono i confini che l’ipotetico comune di Mestre dovrebbe avere e in un’enciclopedia come questa dovrebbero essere scritte queste cose, astenendo le antiche rivalità tra mestrini e veneziani.

Non mancano interventi che per sostenersi si rifanno al XIV secolo come quello di M.C. (residenza sconosciuta):

La Podesteria di Mestre nel 1315 comprende la Pieve di Mestre: S. Lorenzo, Terrù, Piraga, Triviglani o Criviani (cioè Trevignan), Brendole, Zelarino, Chirignago, Asseggiano o Aseiani o Asiglano, San Nicola di Dese, Selvanese, Zello, Castelcigoto (cioè Marocco). Nel 1807 il Cantone di Mestre comprende i comuni di: Mestre, Mogliano di Mestre, Portegrandi, Carpenedo, Marcon, Trivignano, Dese, Chirignago, Spinea. Nel 1816 il Distretto di Mestre è composto dai comuni di: Mestre, Carpenedo, Zelarino, Spinea, Favaro, Marcon, Chirignago, Mogliano di Mestre. Nel 1818 il Distretto di Mestre è composto dai comuni di: Mestre, Zelarino, Favaro, Marcon, Chirignago, Spinea, Martellago. Nel 1911 il Distretto di Mestre è formato dai comuni di Mestre, Chirignago, Favaro, Marcon, Martellago, Spinea, Zelarino. Inoltre Mestre nel Regno d’Italia era sede di Mandamento (ripartizione ai fini dell’amministrazione della giustizia).

Incominciano a largheggiare le MAIUSCOLE segno che si vuol affermare con una certa verve le proprie idee. Ad esempio Enrico:

Mestre NON è un centro che costituisce un continuum urbano con le località circostanti e con la stessa Venezia! È una città con un centro storico piccolo che si è sviluppata tantissimo verso le periferie, a causa di una intensa speculazione edilizia, inglobandole nella città stessa (…). Sulla definizione di WIKIPEDIA “conurbazione” tra i numerosi esempi il comune di Venezia non viene nemmeno menzionato (…) perché??? PERCHE’ MESTRE NON E’ UNA CONURBAZIONE!

E s’affaccia la politica in un intervento di un utente anonimo, ma mestrino: “La pagina era nata per parlare di Mestre (…). A me pare che si voglia ridurre sempre più la nozione di Mestre fino a farla sparire del tutto, come stanno facendo alcuni politici locali che hanno già fatto sparire il nome dai propri discorsi”. E a gennaio del 2009 vi si affianca una nuova discussione con un titolo diretto: “Mestre città?”. Enrico: “Volevo aprire una discussione su questo argomento: tutti quelli che sostengono che Mestre non è una città dovrebbero almeno citare una fonte che sostenga l’affermazione, prima, a mio modo di vedere, di effettuare modifiche alla voce”.

Interviene immediatamente un veterano Frassionsistematiche (mestrino):

“Non mi sembra che evitare l’uso della parola ‘città’ crei particolari sconvolgimenti alla voce; sarebbe meglio allora spostare l’attenzione su altre questioni più prioritarie ed evitare polemiche inutili”. Un tentativo di conciliazione non raccolto. Un utente anonimo è pronto, pur di affiancare l’agognato epiteto “città” a Mestre, a sostenere che sia una nobile decaduta: “Mestre è oggi una ‘nobile decaduta’ e come qualcuno, anche se in miseria, presenta la coroncina di conte o altro sul biglietto da visita e forse fa sorridere, ma nessuno può impedirglielo, Mestre lo presenta sul suo gonfalone, che tuttora porta la corona di città, finché tale vessillo si fregerà della corona, Mestre rimane ufficialmente una città”

.

Come spesso accade a tale tentativo ne corrisponde uno esattamente contrario, ossia un tentativo di riportare Mestre a essere definita frazione (ottobre 2009). Tentativo rimasto però inascoltato dalla comunità, un silenzio che sa tanto di consenso all’incipit raggiunto dopo tante discussioni, incipit che non fa riferimento né a frazione né a città ma a “centro abitato”, dicitura che appare con una certa frequenza nella voce nella seconda metà del 2008 per poi consolidarsi. Mestre così alla fine del 2009 è “un centro abitato compreso nel territorio comunale della Città di Venezia”.

MESTRE È UNA CITTA’ (2010-2013)

La pace raggiunta con “centro abitato” è molto fragile, infatti sono diversi i tentativi di cambiare l’incipit direttamente sulla voce senza passare per una discussione, ma vengono tutti rintuzzati. Infine interviene Kaphkian nel maggio del 2010 che non parte dal tema città, frazione, centro abitato, agglomerato urbano ma con il cavallo di Troia dei confini:

Ho sempre visto “Mestre” come un’unica “città” coincidente quanto a confini e popolazione con la terraferma del comune di Venezia, quindi mi sono letto tutte le discussioni precedenti e mi è venuto voglia di informarmi. Sulla definizione di “città” o “frazione” o “agglomerato urbano” ci sono varie posizioni. Invece tutte le Enciclopedie che ho consultato pacificamente per “Mestre” intendono tutta la terraferma dell’attuale comune di Venezia (le quattro municipalità di terraferma per intendersi). Alcune specificano espressamente che Mestre “include Marghera”.

E segue una serie di citazioni di tante enciclopedia, dalla Britannica all’enciclopedia dell’Utet e molte altre, per sostenere la tesi. Tentativo che si cerca di arginare immediatamente. Ad esempio Gabrielepx (mestrino):

Credo che non dovremmo essere tanto fiscali, ma restare ancorati alla realtà. Se abiti a Mestre chiedi a un mestrino se ritiene che Mestre includa Marghera. Al più ti dirà che ormai non c’è soluzione di continuità fra la città e le zone limitrofe, il che è vero, ma ognuno si sente parte della propria città. Forzare definizioni diverse creerebbe più perplessità (e ondate di correzioni) che altro. Al limite le cose vanno spiegate, questo sì, ma Mestre per tutti è una cosa, Marghera (o Favaro o Zelarino o…) un’altra.

Ma trovano pane per i loro denti, infatti Kaphkian (residenza ignota) ribatte colpo su colpo, fa emergere alcune zone poche chiare delle discussioni “chilometriche” già fatte in passato. Anche questa “battaglia” si trascina per alcuni mesi e vede la “vecchia guarda” schierata a difesa del consenso già raggiunto, tanto che Kaphkian non può che uscire sconfitto anche per mancanza di alleati.

Prendo atto della posizione di TheWiz83 e Frassionsistematiche (…). Ribadisco che la vostra posizione non è suffragata da fonti, che non pare vi interessino. Non sono d’accordo con l’ultimo intervento perché se c’è una cosa su cui TUTTI dobbiamo concordare è che su questa pagina NON si è formato alcun consenso. PS: sempre per curiosità, visto che la mia ricerca sulle Enciclopedie generali che ha dato, con mia sorpresa, un certo risultato, non è stata reputata probante, riterreste invece decisiva la maggioranza di una o dell’altra opinione: a) in testi specifici su Mestre e in libri specialistici, b) in siti internet, c) nessuno dei due e il preconcetto da voi espresso non può essere smosso in alcun modo. A, B o C?

Nessuno gli risponde. Siamo nell’agosto del 2010 e l’incipit è ancora: “Mestre è un centro abitato compreso nel territorio comunale di Venezia”. Ma la debolezza è tanta e si susseguono i tentativi di cambiare incipit. Nel marzo del 2012 si ricomincia, questa volta è utilizzato come strumento per accendere i giochi lo stemma. Scipione3 (mestrino) sostiene che si debba utilizzare lo stemma in cui non compaia il motto Mestre Fidelis.

Il fatto che continuamente si cerchi di oscurare la realtà e la storia, sostituendo allo stemma di Mestre (C.M.) quello che è lo “stemma onorifico secondario” (M.F.) lo si deve appunto alle volontà politico amministrative “veneziocentriche” che governano il Comune di Venezia. Ricordo che qualora fossero divisi i due comuni (Venezia e Mestre-terraferma), Venezia resterebbe città da nemmeno 59.000 abitanti (dei quali 30.000 nelle isole e 28.000 nel centro storico), mentre Mestre sarebbe di 200-210.000. E Venezia perderebbe ogni “credibilità ed importanza reale”. Proprio per questo motivo, conviene a Venezia e ai “veneziocentrici” continuare tutte le politiche che assoggettino Mestre a Venezia, stemma compreso (il simbolo dell’autonomia è lo stemma, imponendo solo lo stemma “di assoggettamento” M.F. si ottiene nelle menti, nel pensiero, la prosecuzione della sottomissione di Mestre a Venezia)

San Giuliano 2

Contemporaneamente scoppia un’altra discussione intitolata “Frazione”. Ma soprattutto Scompaiono gli utenti che avevano tanto contribuito nei primi anni e prendono le redini della cosa Scipione3 e Rossoveneziano (anch’egli mestrino). Lo scontro è accesissimo, nella diatriba non mancano i riferimenti ai referendum per la separazione, ad esempio: “Il fatto che anche io mi sia fatto abbindolare per ben tre volte (la prima, nel ’79 avrei votato SI’, ma ero bambino) e abbia votato NO al referendum in base a quanto raccontatomi da quelli a cui conveniva il comune unico (i partiti politici nonché i ‘poteri forti’) non significa che devo continuare ad avere gli occhi foderati di prosciutto” (Scipione3). O ci si disputa su chi ami più Venezia, e immancabile il riferimento al “sacco di Mestre”, ad esempio Rossoveneziano: “Mestre è una frazione, punto. E tale dato di fatto va correttamente riportato. È tutta da dimostrare comunque che il sacco di Mestre sia dovuto alla sudditanza da Venezia. Personalmente ritengo questa ipotesi infondata”.

Intanto l’incipit si assesta su: “Mestre è una città del Veneto, frazione del Comune di Venezia”, infatti Scipione3 di dimostra molto agguerrito. Ma le diatribe sono tali che la voce viene protetta nel marzo 2013. L’ultima fase delle battaglia, condotta principalmente tra mestrini, ha obbligato gli amministratori di Wikipedia ad intervenire per raffreddare gli animi.

MESTRE È UNA LOCALITA’ (2013-OGGI)

Il fatto di essere riusciti ad ottenere che “città” sia associato a Mestre nell’incipit in maniera così diretta e vicina a costo di una sospensione della voce, fa capire quanto alto fosse il rischio che ci si trovasse davanti ad una vittoria di Pirro. Scipione3 è molto agguerrito nella difesa della posizione raggiunta e già nell’aprile 2013 apre due discussioni che in realtà sono un soliloquio dal titolo “progetto Mestre” e note aggiuntive “Venezia-Mestre”. Sulla seconda scrive lunghi interventi incentrati sul rapporto Mestre–Venezia:

Se Venezia “bisogna salvarla” ed appare un problema per tutto il mondo, allora lo si faccia, ma tutto il mondo, e non significa che deve salvarla Mestre, solo perché è vicina. Perché così facendo, appunto, han devastato Mestre, e tutto poi “è tornato indietro con gli interessi” e la sta pagando Venezia (e non gli amministratori ignoranti ed incapaci) (…). L’unità amministrativa ha portato vantaggi solo al potere ed ai giochi di potere, e danni immensi a Mestre e danni ancor peggiori (di conseguenza) anche a Venezia, che sta per diventare completamente una “Disneyland” (città morta) per i turisti, un museo-città morta”.

Il tema è sempre quello di cosa sia Mestre, ma ci si gira un po’ attorno. Lo affronta di petto nel luglio del 2013 Rosso Veneziano che (ri)apre una discussione sulla “solita questione”, l’incipit della voce: “Ho risolto a questo modo la solita questione, sullo status cittadino di Mestre (…). Invito tutti a dire la loro o tacere per sempre. E ad annullare d’ora in avanti, qualsiasi intervento non discusso sulla questione”. L’incipit della frase diventa: “Mestre è una delle località che compongono il comune di Venezia, di cui rappresenta il centro più popoloso”.
Le correzioni si susseguono e circa ogni sei mesi la discussione viene in qualche modo riaperta. Riportiamo qui l’ultimo intervento (utente anonimo) che è dello scorso mese 2015 in risposta all’intervento di vale93b:

Parliamo del fatto che chi non è pratico di pagine ISTAT e storia finisce spesso per fare molte brutte figure (…). Mestre non è spezzettata in alcune municipalità, ma tecnicamente è totalmente ricompresa nella sola municipalità di Mestre Carpenedo. Il tuo errore nasce dal fatto che si ignori come stiamo le cose effettivamente in termini precisi e confondi il fatto che spesso tutto l’agglomerato urbano viene identificato col nome Mestre, mentre Mestre non ne è che una piccola parte. Quando studiammo la città al DAEST dello IUAV scoprii che gli anziani di Carpenedo usavano ancora dire “andiamo a Mestre” per indicare di andare in quello che per un forestiero non sarebbe altro che un trasferimento dalla periferia di Mestre al centro della città.

I toni restano accessi, al limite della edit war ed è facile prevedere che nei prossimi anni, se non mesi, la battaglia su cosa sia Mestre, su Wikipedia resterà ad alta intensità. Comunque alla data del 17 ottobre (ore 11.22) l’incipit recita: “Mestre è una località di terraferma del comune di Venezia, del quale rappresenta il quartiere più popoloso”. E di seguito: “Comune autonomo fino al 1926, ha in seguito accolto lo sviluppo urbano legato all’area industriale di Venezia, divenendo una specie di moderna periferia del capoluogo veneto, sede di quartieri residenziali, servizi e importanti realtà economico-produttive. Con regio decreto del 1923, a Mestre fu attribuito il titolo onorifico di città”.

Un incipit così conteso è la riprova della mancanza di una memoria e di una visione condivisa su Mestre, un piccolo borgo medievale divenuto altro nel ‘900, un paese di poche centinaia di anime che si affaccia alla modernità con uno sviluppo industriale a fine Ottocento equilibrato per poi crescere a dismisura nel Novecento principalmente per la decisione di localizzare in terraferma il nuovo porto di Venezia. Questa scelta genera uno sviluppo convulso e caotico che ha coinvolto Mestre e molti altri luoghi della terraferma veneziana (Zelarino, Trivignano, Chirignago, Tessera, Malcontenta, ecc.) oggi raggruppati in un unico agglomerato. Mestre è così città/campagna/industria/acqua/villette/palazzoni/boschi/ville venete/ecc. Questa anarchia urbana si è tradotta in uno spazio urbano sfuggente e in perenne de/formazione, una sostanza invisibile di primo acchito con un ambiente che circonda l’agglomerato urbano dove le acque e le aree rurali si insinuano nella parte urbanizzata rendendo sempre difficile individuare i margini tra spazio umano e naturale. L’unico dato certo è che questa città/frazione/agglomerato urbano/località fatica ancora a trovare un proprio racconto. Wikipedia non può che registrare tutto ciò.

per le immagini pubblicate (foto Giorgio Bombieri) ringraziamo l’Osservatorio Fotografico dell’Archivio della Comunicazione – Comune di Venezia

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