Valpescara, l’area metropolitana che cambia l’Abruzzo

MANLIO MADRIGALE*
L’area metropolitana Pescara-Chieti conta una popolazione di 392.922 abitanti distribuita su una superficie di 645 Kmq, mentre il resto dell’Abruzzo segna 938.652 residenti su una superficie di 10.150 kmq. Di fatto, l’area metropolitana, appena un ventesimo del territorio, raccoglie un terzo della popolazione abruzzese. È la Valpescara.

“Il pallino della Valpescara, un’ossessione positiva”, così scriveva ormai una decina d’anni fa il giornale più letto d’Abruzzo Il Centro, commentando la mia convinzione che la realizzazione definitiva della cosiddetta area metropolitana Chieti – Pescara possa svolgere, per l’intero Abruzzo, un ruolo importante, non solo nel contesto italiano, ma anche nei rapporti comunitari e a livello internazionale.

Guardando dall’alto la Valpescara – basta farlo con Google Maps – si vede con chiarezza un unico aggregato, un’area vasta con i centri vicini compatibili all’intero contesto dell’area metropolitana Chieti-Pescara.

Sulla base di una prima valutazione di carattere sociale, economica e culturale, si ritiene che possano essere interessati a questa prospettiva oltre cinquanta comuni, per una popolazione di circa 400.000 abitanti.

L’idea ha in realtà una lunga storia. Fu lanciata negli anni Sessanta da due sindaci lungimiranti, Nicola Buracchio, sindaco di Chieti, e Antonio Mancini, sindaco di Pescara, che diedero vita ai consorzi per l’Università e per l’area industriale della Valpescara, divenuto cruciale punto di riferimento per il futuro dell’Abruzzo.

La memoria storica consente inoltre di ricordare che, sempre negli anni Sessanta, l’allora ministro del lavoro Giulio Pastore, nel corso di una visita nella nostra zona, definì il territorio della Valpescara una risorsa preziosa, che, se curata con attenzione e nel rispetto delle peculiarità di ciascuna componente, avrebbe costituito un valore per lo sviluppo dell’intero Abruzzo.

Sulla stessa lunghezza d’onda si muove oggi Luciano D’Alfonso, a cui spetta, nelle sue vesti di presidente della giunta Regionale d’Abruzzo, di attuare, nelle forme previste dalla Legge Del Rio, l’assetto amministrativo e organizzativo più congruo e corrispondente alle esigenze territoriali all’area vasta pescarese-teatina. Secondo D’Alfonso “l’area metropolitana c’è già nei fatti, grazie alle ossature infrastrutturali che consentono di spostarsi, di muoversi in tempi brevi, di raggiungere facilmente un luogo da un altro. Occorre – sostiene ancora il presidente abruzzese – la consacrazione definitiva dell’area metropolitana attraverso le gerarchie della qualità e del tempo”.

Sembrano dunque maturi i tempi per la realizzazione dell’ambizioso e, a mio avviso, naturale progetto di ulteriore avvicinamento e di ricerca di collaborazione delle comunità interessate. Saranno i giovani ad avvalersi dei benefici derivanti dalla realizzazione del nuovo soggetto sociale, politico e amministrativo, delle risorse, idee, energie, progetti, conoscenze ed esperienze, con l’obiettivo di dar vita a un nuovo modello di sviluppo, capace di competere con le altre realtà nella logica globalizzante, che caratterizza la nostra epoca.

Uno studio di marketing territoriale, già avviato dalle Associazioni e più volte posta all’attenzione dell’opinione pubblica, degli amministratori locali e politici, ha consentito di realizzare, nello spirito della più ampia collaborazione e del più aperto confronto, una campagna di informazione e di comunicazione per far conoscere ai cittadini l’importanza e i vantaggi che ne deriverebbero per le intere comunità, dalla realizzazione del progetto metropolitano.

*Coordinatore del Comitato per l’integrazione socio economica e culturale della Valpescara (area metropolitana Chieti Pescara) delle Città Unite e Reti Fattorie Sociali d’Abruzzo

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