Quando uscì Ragazzi di vita. Conversando con Luciana Castellina

LUNA MOLTEDO
Con Luciana Castellina, dirigente del Pci e tra i fondatori del manifesto, conversiamo brevemente, sul filo dei ricordi, di Pier Paolo Pasolini, a quarant’anni dal suo omicidio, un intellettuale che ormai tutti definiscono “scomodo”. E scomodo fu in realtà soprattutto per il Pci e per la sinistra. Non tanto per la sua omosessualità, in tempi di bigottismo nel Pci, quanto soprattutto per la sua apertura e non  conformismo.

ragazzi di vita

Se ti dico Pier Paolo Pasolini, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
Ricordo quando uscì Ragazzi di vita su Nuova Generazione che era il settimanale del Partito Comunista. Eravamo tutti entusiasti di questo autore e si aprì un dibattito interessante. Questi sono i miei ricordi più vivi perché eravamo giovani. Mario Alicata, responsabile cultura del Partito Comunista stroncò Pasolini ma non perché era omosessuale ma perché Pasolini fu un autore che apriva ad una discussione importante.

Qual è il film che racchiude di più il pensiero di Pasolini?
È difficile da dire perché sono molto diversi tra loro e le tematiche che affronta sempre molto interessanti. Ad ogni modo, per rispondere alla domanda, il Vangelo Secondo Matteo. Ma, ribadisco, sono tutti molto interessanti.

E cosa pensi di Comizi d’amore?
Bellissimo film-documentario. Pasolini è un grande anticipatore.

Oggi manca una figura come Pasolini, un intellettuale che sia anche un punto di riferimento?
Non ci sono intellettuali oggi. Almeno io non li vedo. E si vede dalla politica che è terribilmente impoverita. Purtroppo è tutto molto impoverito.

Qual è il libro di Pasolini che reputi più importante?
Petrolio. Romanzo rimasto incompiuto, pubblicato postumo nel 1992 da Einaudi. Il libro dice tanto e doveva dire anche di più. Dicono che doveva fare delle rivelazioni ma rimase incompiuto…

pasola2

Per concludere vorrei chiederti il rapporto tra il Pci e Pasolini?
All’inizio ci fu un attrito ma poi fu completamente recuperato il rapporto. Direi che c’era un buon rapporto. Pasolini era davvero un grande uomo e intellettuale.

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