Vent’anni senza Ken Saro-Wiwa, ambientalista senza paura. Parla la figlia Noo

JANDIRA LUDMILA MORENO DO NASCIMENTO
A vent’anni dalla scomparsa dell’ attivista ambientalista nigeriano Ken Saro-Wiwa, Noo Saro-Wiwa, scrittrice e giornalista inglese e figlia di Ken, ha presentato Transwonderland, il suo ultimo libro- guida sulla patria di suo padre, la stessa che sotto la dittatura di Sani Abacha l’ha messo a morte durante un processo- trappola ad hoc. Noo è intervenuta alla manifestazione “Ottobre Africano”, presso la Casa delle letteratura.

Ken Saro-Wiwa

Ken Saro-Wiwa

Nel ricordare la figura Ken Saro-Wiwa, ha fatto notare come “prima di mio padre non si conoscevano i problemi del delta del Niger né in Nigeria né fuori”, ed è stato lui “il primo a portare la questione ambientale allo stesso livello di quello della lotta per la democrazia. Ha dato voce ad un gruppo etnico, quello Ogoni, davvero minoritario in un paese che conta più di trecento etnie”.

Noo Saro-Wiwa

Noo Saro-Wiwa

Un attivista ante-litteram, questa la definizione che ne dà sua figlia, per esser riuscito a “galvanizzare non solo i nigeriani ma anche molti attivisti in tutto il mondo e per aver mostrato che le multinazionali petrolifere si possono contrastare anche obbligandole a tenere conto delle istanze delle popolazioni autoctone”.
Non sono mancate dichiarazioni sul modello economico del paese, tuttora molto legato all’estrazione del petrolio greggio, che permette una “crescita senza sviluppo” attraverso le iniezioni di tanti “soldi facili” nel mercato: “Quello che manca alla Nigeria e al popolo nigeriano è la competenza per poter lavorare in un’industria tecnologica come quella dell’estrazione del petrolio e quindi facciamo ricorso alla forza lavoro straniera”, dice, “siamo un popolo agricolo, pre-industriale, non abbiamo gli strumenti per competere” aggiunge.

Gli ogoni non hanno ancora voce in capitolo né sulla gestione dei soldi derivanti dal commercio del petrolio né sulle politiche che dovrebbero essere attuate per salvaguardare il territorio e la popolazione: “ visto che il governo nigeriano ci esclude dai processi decisionali e dai proventi del petrolio, ci lasciasse almeno vivere di quello che ci può dare la terra”.

“Come disse mio padre – ha ricordato Noo – questo è un genocidio, non solo non vediamo i soldi del petrolio ma la nostra stessa sopravvivenza è minacciata dal petrolio, e non è una esagerazione chiamarlo genocidio”.

Per la sua battaglia portata a voce nei villaggi circostanti e in tutta la Nigeria attraverso la televisione, Saro-Wiwa è stato insignito del premio Goldeman per l’ambiente e ha ricevuto l’appoggio di attivisti e personalità di tutto il mondo.
Il 10 novembre del 1995 viene messo a morte dal governo nigeriano al quale aveva chiesto più leggi e più controlli sulle attività di estrazione che non solo stavano mettendo in ginocchio l’economia agricola del suo popolo ma ne minacciavano la sopravvivenza.

Solo nel 2009, la Shell, chiamata a comparire in tribunale dalla corte distrettuale di New York, patteggia con l’accusa il pagamento di $15.5 milioni alle famiglie coinvolte nella rappresaglia governativa del ’95.

Ma la compagnia petrolifera non ha mai ammesso le accuse di esecuzione sommaria, crimini contro l’umanità, tortura, detenzione ecc di cui è stata accusata dagli avvocati di New York né quelli di cui l’accusava Saro-Wiwa: di inquinare il delta del Niger e le terre circostanti senza peraltro porvi poi rimedio.

Vent’anni dopo è Amnesty International a dichiarare, come riporta la BBC il 2 novembre, che le operazioni di bonifica dei vari versamenti di petrolio avvenuti tra il 2008 e 2009 nell’ Ogonilandi sono una farsa: il gigante anglo-olandese, ancora una volta con la complicità del governo nigeriano, che nel frattempo si è dotato di un’agenzia per controllare che tutti i versamenti di petrolio siano bonificati[NOSDRA], si beffa dei locali e delle loro istanze.

Nel corso della settantesima assemblea generale dell’ONU tenutasi il 28 settembre scorso, il presidente nigeriano Muhammadu Buhari aveva promesso di voler continuare con il suo piano di crescita sostenibile in cui è presente anche un capitolo sulla salvaguardia dell’ambiente.

Noo Saro-Wiwa si augura che le promesse fatte vengano mantenute e che l’eredità del padre non venga perduta.

Jandira Moreno Do Nascimento

Jandira Moreno Do Nascimento

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...