L’ambiente è il vero “petrolio” nella Costa dei Trabocchi

MANLIO MADRIGALE
Avete presenti i trabocchi? Quelle bellissime macchine da pesca, all’apparenza primitive, tipiche delle coste centro sud-adriatiche? I più belli e suggestivi punteggiano il litorale di San Vito Teatino, che infatti si chiama la costa dei Trabocchi.

trabocco

Ora proprio di fronte alla Costa dei Trabocchi dovrebbe sorgere una piattaforma petrolifera, a sei chilometri nel mare Adriatico. Si tratta della Piattaforma petrolifera Ombrina Mare, 35 metri per 24 metri, alta sul livello medio marino come un palazzo di dieci piani, collegata a quattro-sei pozzi. La piattaforma sarà collegata a una nave più grande di uno stadio di calcio, ancorata a dieci chilometri di distanza dalla costa.

Su questa nave saranno effettuate operazioni di separazione dell’olio dal gas, di dissalazione e di desolforazione del gas, tre fasi normalmente considerate negli schemi dei petrolieri proprie della raffinazione (che ne comprende anche altre).
Ogni mese sarà collegata con un’altra nave che caricherà l’olio per trasportarlo verso altre destinazioni. È anche prevista una rete di condotte per collegare la piattaforma, la nave-raffineria e Campo Santo Stefano (dove sarà diretto il gas addolcito), per almeno complessivi 36 chilometri di tubi per olio, gas e acqua di produzione.

La “petrolizzazione” di questa area abruzzese di inestimabile valore paesaggistico comporterà evidenti e rilevanti rischi ambientali, senza comportare ricadute sull’occupazione locale, se non di scarso rilievo, dal momento che quest’attività impegna pochi operai e tecnici, spesso peraltro già alle dipendenze delle compagnie energetiche.

Piattaforma Eleonora, nelle acque antistanti Giulianova

Piattaforma Eleonora, nelle acque antistanti Giulianova

L’autorizzazione all’impianto Ombrina Mare, che era stato già bocciato anche in seguito alle numerose osservazioni inviate al ministero, ora è di nuovo in piedi, e così la telenovela di Ombrina Mare ricomincia, riproponendo il copione già più volte sperimentato nel passato.

Gli alti burocrati dello stato centrale bocciano la volontà popolare che si oppone alla realizzazione del progetto. Sembra, che, in un attimo, venga cancellato un intero percorso improntato al principio di sussidiarietà orizzontale, art. 118 della costituzione, ultimo comma il quale prevede che “Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarità”.

I cittadini, i comitati civici, le associazioni ambientalistiche, il mondo del terzo settore, l’Amministrazione Regionale, i Comuni con le leggi e atti amministrativi, hanno svolto insieme le attività di interesse generale, in particolare, esprimendo la volontà di tutelare l’ambiente e l’integrità delle popolazioni interessate e di evitare la trasformazione di un territorio con vocazioni turistiche ed ecologicamente equilibrato. Il principio su esposto ci indica con estrema chiarezza che il cittadino è protagonista, non più spettatore, è attore e regista del vivere nella comunità e nella ricerca del bene comune, per affermare il principio della sovranità del popolo cioè del cittadino.

Nel caso di “ombrina mare” occorre solo il buon senso, che è di rispettare, a Roma, la costituzione della Repubblica, in tutte le sue parti.

Manlio Madrigale

Manlio Madrigale

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