Oh cielo, il mio testimonial!

B A D V E R T I S I N G  CRITICA PUBBLICITARIA

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PIERALVISE ZORZI
Difficilissimo è l’uso dei testimonial, specie quando internazionali e famosissimi: tendono a cannibalizzare il prodotto, accentrando il ricordo su di sé. Allora cosa fanno i creativi? Smitizzano. Usano il testimonial in circostanze comiche, prendendolo in giro, alleggerendone così il peso.

 Infatti era divertente vedere il superdivo Bruce Willis con la limousine nel fosso accettare il passaggio nell’Ape del supertecnologico fruttivendolo dotato di smartphone ultima generazione e sbarcare trionfante al Festival. Fin qui tutto bene. Buona la prima. Purtroppo però si è deciso di strafare. Così ecco l’eroe di Die Hard, che abbiamo visto cavarsela da grattacieli sotto assedio e camion in fiamme, pendere da elicotteri in volo e fare strage di perversi assassini, eccolo lì bloccato su una seggiovia come un salame qualsiasi. Per giunta in compagnia del fruttivendolo, che dato che i vegetali rendono bene si è permesso una settimana bianca. Ma il peggio è che proprio come un vegetale si esprime il nostro eroe. “Fermo!” “Film!” e di nuovo, nel codino dello spot, “Fermoo!” .

 Ora dico: questa è crudeltà pura. Prima di tutto verso il testimonial, che ha un ruolo da primate, non da attore. Poi verso l’umorismo, completamente assente nello spot. Infine verso il pubblico, costretto a subire tale cretinata. Che botta. Ci eravamo appena ripresi dal vedere Kevin Costner rigido come un pesce surgelato ammannire piattini di tonno e/o salmone ad adoranti casalinghe e casalinghi, sfornando ben due parole di battuta. Ma come: l’uomo che balla coi lupi adesso pranza coi tonni? E cosa diavolo c’entra poi coi pesci? E quei penosi ammiccamenti dei figuranti che partono dal tonno per arrivare allo scambismo. Ci eravamo appena ripresi dal fosco Johnny Depp che seppellisce i suoi bijoux nel deserto del Nevada e poi chissà perché salta fuori Eau Sauvage.

 Ci eravamo appena ripresi dall’ex vampiro Robert Pattinson che per esprimere la sua personalità da uomo Dior chissà perché corre sui tetti di un motel. Eravamo perfino riusciti a sopportare Zorro Banderas trasformato in fornaio pazzo (il Mulino Bianco non potrebbe essere il nome di una clinica?) che sforna brioche  e biscottini e parla in ispan-italiano con una gallina meccanica: almeno lui ha qualche battuta e si vede che ci prova davvero a recitare. E vogliamo parlare del caffeinomane Clooney? Almeno lui è autoironico e si diverte con il suo clan di amici famosi. Ma Bruce Willis in seggiovia li batte proprio tutti.  Meno male che nella folla dei testimonial ogni tanto appare Charlize Theron e le sue interminabili gambe ad arrampicarsi su una striscia di seta verso l’alto, l’Empireo profumato dove regna Dio(r) padre. Il luogo delle dive. Meno male che ancora c’è una diva e chi la tratta da tale.

ZORZI

Pieralvise Zorzi, direttore creativo e creative marketing Italia/USA

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