Sockless. Senza calze d’inverno, impazza la moda

dogtopiabottom3PIERALVISE ZORZI
Ma sarà vero che ha cominciato Biagio Antonacci a Sanremo? Colpito da questa pedestre nuova mania di non indossare le calze nelle scarpe ho rischiato di essere scambiato per uno spacciatore o un pedofilo scrutando le estremità dei ragazzi che escono da scuola. Piedofilo, semmai, allora. Fa un freddo notevole qui a nord ma è vero: maschi e femmine a piedi nudi, non nel parco ma negli scarponcini, nelle colleges, nelle ballerine, oddìo anche uno con la caviglia pelosa che spunta dalle brogues.

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Di gambe femminili senza calze nella mia lunga vita ne ho viste parecchie: le prime a Cambridge e Londra: ad Y o a parentesi, cicciotte o secche ma sempre bianchissime, spuntavano fuori da certi vestitucci neri corti che le mie coetanee sfoggiavano il venerdì o il sabato sera fuori dai pub e dalle discoteche. Avvolte in una permanente nuvola di fumo odoroso di tabacco, erba ed aliti alla birra, combattevano l’epica battaglia seduzione contro gelo. L’aumento verticale delle ragazze madri in Inghilterra pare attribuire la vittoria alla seduzione: poi senza calze il contatto, come dire, è più semplice ed immediato.

Ma di uomini se ne vedevano ben pochi a caviglia nuda, salvo naturalmente d’estate dove perfino il codice del gentleman accetta il mocassino senza calze e talvolta in zone come King’s Road o Carnaby Street: non si dovrebbe mai in città ma naturalmente la sfida del dandy è sovvertire la regola. In tempi più recenti la sfida del dandy, grunge, emo, bling o shabby chic o di qualsiasi tipo di fashion freak sembra essersi spostata per maschi e femmine dalla rivelazione di parti più o meno private e provocatorie del proprio corpo (pancia, seno, elastico delle mutande, pettorali, ascelle, bicipiti) a quelle più vittoriane: la caviglia e, in alcuni passaggi da Vittoria Regina a Elisabetta Regina, la gamba. Dal polpaccio a fin dove si può arrivare senza essere arrestati per oltraggio al pudore.

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Che i giovani abbiano un sistema di termoregolazione particolarissimo lo si sa. Girano in T- shirt quando a noi non basta il maglione: del resto è la loro tempesta ormonale a renderli ardenti. Che i giovani però trovino sempre spiegazioni cretinissime per le loro mode è altrettanto vero: per i ragazzi si va dal “mi fa fatica” al “mi pizzica”, dal “il calzino è burino” (e qui possiamo anche essere d’accordo) a “il calzettone è antico (e qui dissentiamo). “le calze puzzano”: vero, ma lavarle? Il massimo è stato “il calzettone mi depila”. Le ragazze sorridono, ridacchiano, non spiegano, ma si capisce la loro voglia di non essere “signore”, di provocare, di mettersi in gioco a rischio della pelle. D’oca. Tutto sommato però meglio questa moda delle tante pseudo mode avviluppate alle nostre estremità. Dal “no depilazione” che esprimeva calze da donna assolutamente bio al triste fantasmino che occhieggia inutilmente dalle boat shoes; dal trucidissimo calzino di spugna biancastra al tragicissimo calzino di colore indefinito infilato in scarpacce a punta; fino al minimo storico: il calzino bianco immacolato portato col completo formale. Per non parlare di certi collant color latticino scaduto, rosa porcello, giallino itterizia o certe autoreggenti più adatte al Moulin Rouge.

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Azzardiamoci a stilare delle regole strettamente teoriche: per le ragazze mai calze coi sandali , con le scarpe da barca, e neppure con i famosi stivali australiani foderati di pelo, che pare garantiscano sensazioni paragonabili al camminare nell’erba se portati a piedi nudi. Si alle calze di leggera velatura per gambe non perfettissime o che tradiscono l’età. Per i giovin signori sempre calze in ufficio, scure, bordeaux o in leggera fantasia con gli abiti formali, sportive o decisamente creative per le occasioni sportive. Niente calze con le scarpe estive. Per tutti niente calze anche d’inverno ma solo se si vuole provocare o sottolineare la propria dandy-immagine.

Ma in fin dei conti, chi se ne frega. Ciascuno fa quel che vuole e ne è responsabile delle conseguenze. Per quel che mi riguarda ho un notevolissimo guardaroba di calze – tutte lunghe – di ogni colore e fantasia, dal superclassico al supercreativo. Siccome sono vanitoso e me ne vanto, mai perderei l’occasione di esibirle accavallando con disinvoltura le gambe. Solo d’estate esibisco le mie caviglie da purosangue al naturale. E va bene così.

ZORZI

Pieralvise Zorzi, direttore creativo e creative marketing Italia/USA

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