Scola e scuola

SILVIO TESTA
Lo Stato è laico, e la scuola, che educa i cittadini al senso dello Stato e alla convivenza civile, lo deve essere anche di più. Per questo, appare paradossale la proposta dell’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, di introdurre le feste islamiche nella scuola, dal momento che ormai le classi sono multietniche.

La proposta di Scola è frutto di una visione teocratica dello Stato e della società, che spiega la resistenza di tanto mondo cattolico alla legge sulle unioni civili in discussione al Senato. La fede impone il pensiero unico, dato che la Chiesa è portatrice del Verbo, e rappresenta la voce di Dio sulla terra: dunque non c’è discussione, per così dire, e tutti, credenti e non credenti, devono piegarsi a una visione del mondo sessuofobica che la Chiesa ha elaborato nei secoli e che spaccia per ispirata alla Natura, dato che tra Creazione e parrocchie non c’è in fondo soluzione di continuità. La famiglia composta da marito e moglie e dai figli (tanti, dato che la contraccezione è peccato) è così quella “naturale”, anche se l’antropologia mostra che nel mondo la “famiglia” si declina in tante forme diverse, per non dire nella Bibbia.

scola

Milano, natale 2015, il cardinale Scola al centro Caritas incontrato i profughi della struttura che lo stesso arcivescovo aveva inaugurato il 16 dicembre 2011

Nel mondo occidentale l’Illuminismo ha costituito una cesura, punto d’arrivo di un percorso secolare, sofferto e costellato di roghi e di messe all’indice, e la Chiesa, almeno in teoria, è stata messa al suo posto, quello delle coscienze di ogni singolo che calpesti questa terra, ma i rigurgiti di teocrazia sono continui perché le gerarchie non hanno mai accettato questa messa all’angolo e se la società civile non si fosse secolarizzata saremmo ancora ai tempi di Vico e di Giordano Bruno, di Galilei e di Copernico.

Da questo punto di vista, Papa Francesco è pericoloso perché umanizzando e evangelizzando la Chiesa ne dà un’immagine più accettabile, edulcorata, anche se nella sostanza non cambia nulla dato che la teocrazia è tendenzialmente intrinseca a una struttura di potere che si dice ispirata dalla voce di Dio. Francesco è papa, ma le parole del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Angelo Bagnasco, sulle unioni civili sono quelle di sempre, e il suo saltare a piè pari nel dibattito politico italiano è significativo del ruolo che la Chiesa vorrebbe avere, se ancora potesse.

crocifisso_in_classe

Se la società civile non si fosse emancipata, saremmo nella condizione del mondo islamico, dove non è esistito un Illuminismo che liberasse la gente dai diktat e dalle ossessioni delle gerarchie religiose, e dove tutto è informato dal Corano: le strutture dello Stato come la Giustizia. Che poi il Corano sia per gli Iman ciò che la Natura è per la Chiesa, ovvero un “testo” da interpretare, meglio da piegare ai propri disegni, questo è irrilevante per i militanti dell’Isis come per gli sceicchi dell’Arabia Saudita o del Golfo Persico.

SINCRETISMO1 - base

Il liceo scientifico Einstein a Milano decide che in tutte le classi, accanto al crocifisso, debba essere appesa anche la foto del presidente della Repubblica. Ma i ragazzi di una terza fanno di più: con l’approvazione degli insegnanti, espongono sopra alla lavagna anche simboli del credo islamico, ebraico, induista e taoista (da la Repubblica, 22 aprile 2010)

Il problema di una società multietnica, dunque, non lo si risolve introducendo nelle scuole le feste delle religioni “concorrenti” con quella cattolica, estremizzazione parossistica della visione teocratica della società, ma liberando le scuole dalle religioni, non introducendo in classe il Ramadàn ma estromettendo il Presepe, che ognuno poi rispetterà a casa propria o che realizzerà sotto il suo albero di Natale. La Chiesa ha strozzato le parole di Gesù: a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.

La società civile, dunque, si informi laicamente al rispetto e alla convivenza reciproci, il cui unico limite deve essere la libertà e il benessere dell’altro, e il credente viva pure il messaggio evangelico o coranico nella società, ma come un fatto privato, senza cercare di imporre nulla a nessuno.

Silvio Testa

Silvio Testa

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