Verona, l’Arena col cappello

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L’Arena sotto la pioggia, 1983, foto Brenzon (http://www.arena.it/arena/it/fotogallery/album/anfiteatro-arena.html)

GIORGIO FRASCA POLARA
Vogliono mettere il cappello all’Arena di Verona! L’idea è del sindaco, l’ex leghista Flavio Tosi, che ha indetto un concorso internazionale di idee (con relativa variazione di bilancio: la cosa, oltretutto costa parecchio) per un progetto che avrebbe già ottenuto uno sponsor, l’azienda, veronese, di abbigliamento Calzedonia.

L’idea non è nuova, ed infatti è stata bocciata ripetutamente dalla Soprintendenza ai beni archeologici senza contare che lascia di stucco gran parte dell’opinione pubblica. Ma Tosi va avanti lo stesso: “Io ho ottenuto già il via libera dal ministero dei Beni culturali (da cui dipendono sovrintendenti) per procedere al concorso di idee per la copertura dell’Arena”. La relativa delibera, approvata dal centrodestra, riecheggia un progetto presentato anni fa in comune che consiste nel montare una sorta di tette gonfiabile, da ancorare con tensori e supporti nelle file più alte delle gradinate.

Due argomenti a favore dell’operazione. Da un lato evitare che il sole cocente o le piogge possano nuocere al regolare svolgimento della stagione lirica estiva all’Arena, uno degli affari più redditizi della città (turismo, alberghi, ristoranti, caffè, ecc.) ancorché di dubbio valore culturale. Da un altro lato che la copertura servirebbe a proteggere il bimillenario monumento, sorto tra la fine del periodo augusteo e l’inizio di quello tiberiano, dai danni della pioggia e in particolare dalle infiltrazioni nei gradoni.

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L’Arena in uno spettacolo notturno, foto Fainello, (http://www.arena.it/arena/it/fotogallery/album/anfiteatro-arena.html)

Ora, agli studiosi non risulta che i teatri romani venissero coperti. Solo una parte delle gradinate del Colosseo veniva coperto con teli di canapa (il velarium), ma in epoca moderna non si è mai parlato di cappelli più o meno mobili. Vero è che l’attuale ministro dei Beni, Dario Franceschini, vorrebbe raccogliere il suggerimento di un (isolato) archeologo di ricoprire i sotterranei del Colosseo con una piattaforma in legno che renderebbe l’arena romana calpestabile e quindi utile a spettacoli circensi, concerti, ecc. Discutibile anche quest’idea che, tuttavia, ha qualcosa in comune con il progetto del sindaco di Verona.

Parlo (e se ne parla anche in un’interrogazione a Franceschini del deputato Vincenzo D’Arienzo) del dato essenziale che i monumenti di inestimabile valore storico e culturale come l’Arena e il Colosseo non possono essere asserviti a considerazioni di lucro, bensì utilizzati per favorirne la conoscenza attraverso la valorizzazione dei loro elementi costitutivi e sostanzialmente integri. Insomma, è possibile – prima che si concretizzi la balzana idea del cappello all’Arena – conoscere il parere del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, che è organismo consultivo del ministro? E ancora: non pensa Franceschini di sollecitare il Consiglio ad esprimere un parere sui protocolli relativi alla gestione dell’anfiteatro veronese, “sempre più asservita ad esigenze speculative, e sempre meno attenta alla valorizzazione e alla protezione del monumento”?

FRASCA

Giorgio Frasca Polara

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