L’invidia, la vendetta e l’eterna farsa italiana

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Lucio Fontana, Concetto spaziale

PIERGIORGIO PATERLINI
Ahahah. Adesso il problema è la fedeltà.

Perché – dice l’impareggiabile Angelino Alfano – “è inutile imporre l’obbligo della fedeltà nelle unioni civili”. (Tra parentesi, il ministro Beatrice Lorenzin continua a parlare di utero in affitto – definizione che andrebbe abolita, questa sì, per legge – come di una cosa “oggettivamente insopportabile”).

Torniamo ad Alfano e alla “fedeltà”. Certo. Perché se una coppia etero invece di sposarsi decide di convivere è evidente che lo fa perché moralmente perduta, perché ciascuno dei due possa mettere le corna all’altro (parlo come parlano i barbari al bar o dal barbiere). Per non dire dei gay che – si sa – unione civile o no (il matrimonio egualitario è scomparso in un amen perfino dai nostri ricordi, tutto si è rimpicciolito miserevolmente a un po’ di adozioni sì o no) – i gay, dicevo, che si sa sono degli sporcaccioni e non fanno che scopare con il primo che passa, basta che respiri e ci sia un cespuglio nelle vicinanze, allora giù che ci danno come bestie in calore.

Ce l’hanno qui, il sesso, gli omosessuali, e solo quello, si sa.

Gli etero no.

Gli etero sono fedeli, monogamici, direi casti. Pensano solo ai valori. Cristiani. Giorno e notte. Notte e giorno. Infatti le corna tra gli etero sposati sono rarissime, quasi inesistenti. E le prostitute sono poche, in Italia, pochissime, e disperatamente senza lavoro. Senza clienti, e nessun padre di famiglia fra questi, naturalmente.

Quanta frustrazione, quanta invidia acre e malsana, quanto desiderio di vendetta – dell’ipocrisia non parlo nemmeno – dietro e dentro questa battaglia per lasciare l’obbligo di fedeltà solo ai codici che regolamentano il matrimonio eterosessuale.

L’invidia del pene di cui parlava Freud non è nulla in confronto a questa invidia di felicità erotica, e felicità tout-court.

Sei piccino, Alfano, piccino picciò, sei Angelino, neanche Angelo.

La tragica farsa italiana continua, mentre i suoi “cantori” (quelli rimasti, molti se ne sono andati e moltissimi da tempo), uno a uno, senza lasciare eredi, anche loro se ne vanno. Per sopraggiunti limiti d’età.

paterlini

Piergiorgio Paterlini

LE NUVOLE

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