Venezia, una (nuova) legge speciale per una città speciale

Venezia-aereaMICHELE MOGNATO
Nel documento sulla situazione finanziaria della città di Venezia, presentato dal Sindaco durante l’incontro con i parlamentari di lunedì, ci sono passaggi che meritano un’attenzione particolare.

Si legge che
il Comune di Venezia è sempre stato estremamente penalizzato nel calcolo degli obiettivi da raggiungere in quanto sconta il fatto di avere una spesa corrente mediamente alta a causa della presenza del trasferimento alla società che gestisce la Casa da Gioco, mentre, di fatto, il beneficio effettivo per l’Ente è da calcolarsi quale differenza tra le entrate dei giochi e il trasferimento alla società.

 

Inoltre si afferma che
lo sforamento di venti milioni è da mettere in correlazione con la presenza e l’attesa azione di crediti in conto capitale nei confronti della Regione e dello Stato di un importo di circa trenta milioni. Non si può ignorare il fatto che la riscossione di tali crediti entro i termini di scadenza avrebbe consentito all’Ente il rispetto del patto 2015.

Sono parole incontestabili, già sentite durante il periodo di commissariamento, a cui va aggiunta la pesante riduzione di trasferimenti statali che ha penalizzato la città di Venezia, nel triennio 2013-2015, di un importo pari ai circa 46 milioni, superiore agli altri Comuni e senza considerare le riduzioni dei trienni precedenti!

Questo scrive la giunta di centrodestra alla guida della città, rilanciando proposte che già il centrosinistra aveva posto all’attenzione dei diversi governi che si sono succeduti, quali ad esempio la contribuzione da parte di chi arriva con mezzi diversi dal bus turistico (già soggetto a ticket) o la maggior flessibilità e autonomia sulle entrate derivanti dall’imposta di soggiorno. È significativo che analisi e conclusioni sulla situazione finanziaria siano abbastanza simili.

È necessaria però una proposta complessiva. All’incontro come parlamentari del Pd abbiamo affermato la centralità di una nuova legge speciale, ferma da tempo, trovando adesione e convinzione da parte di tutti. È onere del sindaco Brugnaro, però, costruire un clima di confronto rispettoso della pluralità istituzionale, della complessità dei protagonisti e di tutti gli interlocutori della città, che mai nessuno tingerà solo di fucsia.

A tutto ciò si aggiungono alcuni fatti positivi: l’approvazione, in legge di stabilità, di un emendamento che rifinanzia, seppur ancora in misura insufficiente le vecchia legge speciale; la disponibilità di finanziamenti per le città metropolitane; l’abrogazione del patto di stabilità interno per i Comuni a seguito dell’introduzione del principio del pareggio di bilancio. Ora auspico che il governo accolga e riprenda gli emendamenti già presentati, per non applicare le sanzioni a chi non ha raggiunto l’obiettivo del patto di stabilità interna nell’anno 2015, evitando ricadute negative sui servizi ai cittadini e al salario dei lavoratori.

Il dibattito sul bilancio del Comune di Venezia offre uno spunto anche per un’altra riflessione sulle elezioni amministrative del 2015. Difficile non affermare che il centrosinistra in generale si è suicidato. Molti, anche nel mio partito, hanno a lungo affermato che la crisi finanziaria di Ca’ Farsetti dipendeva, da un lato dagli “sprechi” e dall’altro da presunti “privilegi” goduti attraverso i fondi della legge speciale, come se Venezia e la sua laguna semplici “assistite” e non fossero un patrimonio dell’umanità, che necessita di risorse straordinarie per la sua conservazione.

La critica anche radicale agli errori fatti si è trasformata nella volontà di fare “terra bruciata” attorno a un pezzo di classe dirigente. Anziché far emergere altre capacità di governo, si è fatto a gara a liquidare tutto. Adesso, che almeno in parte è stata fatta un’operazione di verità, bisogna reagire e ricostruire il centrosinistra con un lavoro quotidiano, di confronto, di proposta e di opposizione.
Temi come lavoro, vivibilità, sfida metropolitana e innovazione, nuova legge speciale devono a mio parere diventare il pane quotidiano del nostro agire politico.

mich mognato

Michele Mognato, deputato del PD

“Brugnaro, la discontinuità con cui fare i conti”. Parla Gianfranco Bettin di Claudio Madricardo

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