Se Brugnaro gioca in nazionale

Luigi-Brugnaro-1080x675FABIO C. FIORAVANZI
Il centrodestra nazionale farà mai delle primarie di coalizione?
Logica vorrebbe di sì, immaginazione dice di no, perlomeno nel breve.
Quanto potrebbe durare il breve? L’unità di misura non è il centimetro ma l’uomo di Arcore.

L’ex-presidente del consiglio parteciperebbe mai a delle primarie? Escluso.

Se si facessero delle primarie chi potrebbe competere? Matteo Salvini per la Lega Nord, Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia, Angelino Alfano per NCD? Giovanni Toti per Forza Italia?

Se questo fosse il poker vincerebbe Salvini, ma in un Matteo contro Matteo quello lombardo non si dà vincente; ha provato con Noi Salvini nel Centrosud, non ha sfondato, e senza Centrosud non si vince. Ecco perché il leader del Carroccio pensa a Luca Zaia, molto più ministeriale, molto più governativo, molto più in giacca e cravatta di lui, uomo invece da felpe e magliette stampate ad hoc, diverse luogo per luogo.

Luca Zaia vincerebbe le primarie? certo non le vincerebbe Alfano, che forse non sarebbe nemmeno invitato a partecipare. Difficilmente le vincerebbe la Meloni, troppo romana. Ecco allora che potrebbe vincerle il Governatore del Veneto, ma Matteo – quello toscano – contro Luca? Vince Matteo, e lo sa anche quello lombardo.

Luca è bravo, piace, si fa amare e votare, ha praticamente un monocolore leghista a sostenerlo alla guida della Regione, ma fuori dal Veneto lo hanno conosciuto per un po’ da ministro delle politiche agricole, non è mai stato un personaggio nazionale, scelta sua, lo sa anche lui, e infatti su ogni ipotesi lontana da Palazzo Balbi sorride e glissa.

Manca Forza Italia: Giovanni Toti ne è il portavoce, è presidente della Regione Liguria, ma non ha l’appeal di Gianfranco Fini, che non seppe fare il secondo di Silvio Berlusconi, e non ha la capacità tattica di Angelino Alfano, che fino ad oggi è sempre caduto in piedi, e su cui Berlusconi aveva visto giusto, peccato che non avesse intuito che si stava crescendo qualcuno che stava a lui come Bruto a Cesare.

E allora chi potrebbe essere essere messo in campo per l’ex partito di maggioranza relativa? Bella domanda, attualmente senza risposta. Quando sapremo la risposta sapremo anche chi verosimilmente potrebbe sfidare Matteo Renzi per la conquista di Palazzo Chigi che l’ex-sindaco di Firenze – e lo sa anche lui – ha avuto sì dopo uno strepitoso risultato da segretario alle elezioni europee, ma senza una vera investitura popolare, quella che gli serve per governare senza più dover scendere a patti con alleati scomodi o minoranze interne. Le prossime elezioni saranno un plebiscito sul suo (cog)nome. Ma contro chi?

Berlusconi, ancora in quel di Mogliano Veneto. Quando ci sarà la risposta sapremo chi potrebbe e tornando a parlare in pubblico dopo le personali traversie giudiziarie, in occasione di una convention organizzata lo scorso fine novembre dall’europarlamentare forzista, nonché ex portavoce del partito, Elisabetta Gardini, disse che, scendendo in campo lui, Forza Italia risalirebbe sostanzialmente nelle percentuali che, sommate a quelle degli alleati, porterebbero la coalizione oltre il quaranta per cento. Sì, ma con quale leader? Berlusconi si vede ancora candidato presidente del consiglio? Se Donald Trump, che non è poi così tanto più giovane di lui, diventasse presidente degli Stati Uniti perché no? Perché nonno contro nipote, leggi Silvio contro Matteo… di solito vince il nipote, e all’uomo che ha stabilito il record nazionale di longevità governativa proprio non piace perdere.

Cerchiamo allora l’uomo giusto per Silvio, ma chi? Nel sito di Forza Italia si è visto un quadrifoglio con un petalo forzista, uno leghista, uno per Fratelli d’Italia, uno… colorato pensando alle civiche come fu quella per Brugnaro a Venezia piuttosto di come sarà per Lettieri a Napoli.

Potrebbe un nome “terzo” risolvere la questione evitando lo scannarsi fratricida fra partiti? Si, potrebbe, se fosse quello giusto, ossia se fosse – a livello nazionale– l’esatto opposto di Marchini a Roma: deve essere uno che unisce e non uno che divide.

Renzi, prima di essere segretario e mooooolto prima di essere presidente del consiglio – non ricordo se quando era in corsa per la segreteria contro Bersani o la volta dopo contro Cuperlo e Civati – si diceva stupito per la critica che riceveva: piaci anche a quelli di destra. Renzi aveva ragione: e come vinciamo se non conquistiamo voti dall’altra parte? Bersani e Berlusconi, terzo incomodo Grillo, avevano impattato alle elezioni, tanto che – molto prima dello scisma di Alfano prima e Verdini poi – era stato siglato il Patto del Nazareno, bisognava saper spostare l’ago della bilancia o di qui o di là. Alle Europee questo riuscì perfettamente a Renzi, alle prossime politiche conta di ripetersi, referendum sulle riforme istituzionali permettendo. Bisogna contrapporgli uno che sia eguale e contrario, uno ossia che sappia riportare nel centrodestra i voti scivolati nel centrosinistra, e magari portarsi con loro qualcuno che mai aveva votato dalla parte della mano che normalmente si stringe quando ci si saluta.

Quella volta a Mogliano, in una intervista esclusiva che ebbi il piacere di realizzare, l’uomo di Arcore parlò di qualcuno, e su quel qualcuno si interrogano in molti, da Giovanardi a Lupi, da Alfano a Salvini. Vuoi vedere che? A quali condizioni? Cosa dovrebbe accadere? Se fosse invitato accetterebbe? Intanto fate uno sforzo per indovinare chi sia.

http://www.veneziaradiotv.it/blog/silvio-berlusconi-parla-del-modello-brugnaro/

fabio-fioravanzi-22

Fabio Fioravanzi

Roma, Milano, Napoli, tanto per citare le città più importanti nelle quali si voterà prossimamente per l’elezione del sindaco, disegnano un panorama desolante per il centrodestra. L’ultimo suo significativo successo risale alla scorsa primavera, quando Luigi Burgnaro espugnò il feudo rosso di Venezia, guadagnandosi quella vittoria da solo, senza alcun sostegno da parte dei dirigenti nazionali del centrodestra. Forse proprio per questo vinse.
Il progressivo sfarinamento della leadership berlusconiana e del collante che essa rappresenta tra la diverse componenti del centrodestra si sta ormai prospettando come un lungo attraversamento nel deserto per i conservatori italiani, un grande vuoto programmatico, ideologico. Di leadership. Ed è legittimo che quel vuoto qualcuno si candidi a riempirlo. Peraltro, secondo i sondaggi, quel vuoto politico è ancora colmo di voti reali e potenziali, è anzi ancora il primo bacino elettorale in Italia.
Luigi Brugnaro ha l’indole, le caratteristiche e l’ambizione per provarci, a riempire lui quel vuoto di leadership, come ben si deduce da quanto scrive per ytali. Fabio C. Fioravanzi, collaboratore del sindaco di Venezia nella comunicazione. Nonché autore di un’intervista con Silvio Berlusconi, raccolta lo scorso fine novembre a Mogliano, che suona come un autorevole riconoscimento di Brugnaro e del suo “modello”. D’altra parte, come osserva giustamente Fabio, anche il fenomeno Trump (che poi è figlio del reaganismo, ma anche del berlusconismo) conferma che questi sono tempi  d’oro per gli outsider della politica.

Ma intanto, mentre si ricama sui disegni veri o presunti di Brugnaro nel centrodestra, apprendiamo che nei prossimi giorni è in arrivo a Ca’ Farsetti un addetto stampa proveniente dal team Renzi a palazzo Chigi. Il che può significare nulla. Oppure qualcosa. Può anche essere un nuovo indizio della relazione speciale, al centro di tante indiscrezioni da qualche tempo, che si starebbe sviluppando tra Chigi e Farsetti.
Come stanno allora le cose? Sembra che le due cose convivano: Brugnaro dispone di due forni dove portare il suo pane, ha addirittura l’imbarazzo della scelta. Ha di fronte a sé o un percorso tutto all’interno del centro destra di conio berlusconiano o l’azzardo di un processo trasversale, tutto da costruire, in sintonia con Matteo Renzi.
Se il sindaco di Venezia sente già stretto il mandato conseguito neppure un anno fa e ha legittime ambizioni nazionali, deve scegliere un tragitto preciso e, in quell’ottica, deve porsi un’agenda e una tempistica, altrimenti farà la fine dell’asino di Buridano. Nel frattempo deve governare una città difficilissima come Venezia, anzi due città complicate, Venezia e Mestre, che si trovano a essere sempre più due mondi diversi nello stesso contenitore amministrativo. Una sfida eccezionale già in tempi normali, figuriamoci in tempi come quelli attuali. Sicché, se Brugnaro è considerato nel centrodestra un “modello” da imitare e replicare per come è riuscito a vincere le elezioni comunali, ora deve dimostrare di esserlo come sindaco, anche di fronte al paese e di fronte alla sua area politica . Onestamente e oggettivamente non lo è proprio, un “modello”. Finora ha dimostrato il contrario. E  il tempo che passa non lavora certo a suo favore, non lavora a favore della sua fama. Con il pericolo evidente  e già palpabile che perda tutto il credito locale e così smarrisca anche la base stessa necessaria per compiere un balzo nazionale.
Ecco perché i tempi sono molto stretti per Brugnaro. Potrebbe tentare la carta nazionale già alle prossime elezioni? Così si dice. Col rischio altissimo di restituire Ca’ Farsetti alla sinistra? Certo, quel rischio c’è. Ma c’è chi nella sua squadra potrebbe prenderne il posto e preservare il vessillo fucsia che sventola a Ca’ Farsetti. Tenete d’occhio Simone Venturini, ventinove anni, capolista della lista Brugnaro, cresciuto nella Marghera operaia, assessore forte dela giunta, il numero due. (g. m.)

Una risposta a “Se Brugnaro gioca in nazionale

  1. A me sembra pura fantascienza da qualsiasi punto di vista là si voglia interpretare. Brugnaro leader nazionale? Scusate ma di cosa state parlando? Basta essere riusciti a scalzare il centrosinistra in una situazione del tutto particolare in cui nel centrosinistra veneziano era “un tutti contro tutti” a cui si poteva aggiungere un senso di stanchezza e di insoddisfazione diffusa per una gestione pluriennale piatta e senza visione per ricavarsi un ruolo da vero competitor? Quando sarebbe bastato avere un competitor come Pellicani per vedere uno scenario del tutto diverso. A me pare che davvero vi piaccia sfrugugliare oltre ogni limite di una visione razionale.

    Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...