L’anima perduta dell’Europa

idomeni-wide

Idomeni, Grecia, al confine con la Macedonia, il campo dove vivono in tende di fortuna, nel fango, almeno 15mila rifugiati

GIANPAOLO SCARANTE
Dove ha perduto l’anima l’Europa nel Canale di Sicilia, lungo la rotta balcanica o nei corridoi dei palazzi di Bruxelles? Perché di anima si tratta, non solo di visione o di capacità di azione politica, interna o esterna all’Unione, ma di qualcosa di più profondo e sostanziale.

Intendiamoci non parlo solo delle istituzioni europee, il cui livello di gradimento mi sembra aver raggiunto livelli infimi, ma di quello che era l’insieme dei valori europei, del nostro modo di vedere la vita e il mondo, della nostra cultura e della nostra politica: di quel magnifico complesso di elaborazione intellettuale della vita pubblica e privata pervenutoci dalla classicità greca e romana e mediato via via con grande sofferenza e travaglio infinito lungo i secoli sino ad oggi.

Insomma della nostra anima. L’Europa non ha perduto la volontà di agire politicamente sulla base di principi e interessi condivisi, ma non riesce più a farlo perché non crede più in se stessa, non ha più fiducia in quella straordinaria visione fatta di politica, economia e cultura che l’aveva fatta nascere come istituzione e aveva dato poi vita a un sogno bellissimo durato cinquant’anni.

L’ha perduta progressivamente dentro e fuori di sé. Perdendo la stima dei cittadini europei per il mostro burocratico che è diventata, per politiche economiche che palesemente non funzionano, per i cinque anni perduti in Siria, per il rapporto sbagliato con la Russia, per l’incomprensione assoluta rivolta al Mediterraneo e alle sue crisi, per l’incredibile assenza di visione e di coerenza sul tema delle migrazioni.

Non assistiamo ad uno scontro di civiltà, ma ad una crisi di civiltà, la nostra. In cosa crediamo veramente? Nei nostri tanto conclamati valori europei? Quei valori che applichiamo rigorosamente agli altri e non a noi stessi? Ci indigniamo giustamente per la chiusura di un giornale in Turchia, per la mancanza di libertà in paesi come l’Egitto, magari quando ci tocca da vicino come il caso Regeni, per mille altre giuste e nobili ragioni. Ma cosa facciamo nei fatti? Lasciamo a Idomeni, che si trova – lo ricordo – in pieno territorio europeo 15.000 persone a partorire e morire nel fango e negoziamo con la Turchia un accordo scellerato per impedire, non importa come anche a bastonate, l’ingresso di nuovi migranti nel continente. E questo indecente scambio qualcuno ha avuto il coraggio di definirlo “grande politica”, quando è politicamente sbagliato perché ci pone ora e in futuro nelle mani di un leader dimostratosi molto spregiudicato ed è inoltre -e soprattutto- moralmente ingiustificabile.

Tutto questo avviene nel silenzio totale, o quasi, delle coscienze europee. Facciamo attenzione perché nel momento in cui il nostro egoismo ci spinge a non concedere nulla di noi per i nostri principi, fuori di noi ci sono persone disposte invece a offrire la propria vita uccidendosi e uccidendo in modo orribile per cause sbagliate.

scarante

Gianpaolo Scarante Ambasciatore

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...