Se solo poteste capire quanto vincere sia più difficile che perdere…

 

FABIO C. FIORAVANZI
In politica, se c’è democrazia ci sono elezioni: se ci sono elezioni democratiche c’è necessariamente qualcuno che vince e qualcuno che perde. Perdere non è facile, specie se e quando ti aspetti, o quantomeno speri, di vincere. Un grande perdente fu Silvio Berlusconi, infatti la volta dopo tornò sempre a vincere. Anche Prodi seppe perdere, ma fu molto meno bravo a vincere. La gioiosa macchina da guerra di Occhetto portò invece ad una rovinosa sconfitta.

I politici italiani – degli altri non so e non dico – hanno questo difetto: sanno vincere ancora peggio di come sanno perdere. Tristezza.

lotta-full-contact_561cc33d5598c-p

Veltroni perse male, e perse la rotta, Bersani vinse peggio, memore di Occhetto non smacchiò il giaguaro, e fece fallo di confusione. Avesse accettato la proposta di M5S che voleva tale Rodotà, con tessera PD in tasca, presidente della repubblica, verosimilmente oggi a Palazzo Chigi ci sarebbe lui. Invece preferì ad un comunista (come lui) un democristiano (come Mattarella) e trasformò una quasi vittoria in una rovinosa debacle consegnando così il partito di cui era Segretario al Giovin Signore fiorentino che ora, per altro, se la deve vedere con le verdiniane peripezie giudiziarie.

Berlusconi, quando ebbe il record dei consensi, riuscì a fare meno di quando ricevette meno voti; e quando il centrosinistra dilagò al punto che agli avversari rimasero le sole e uniche roccaforti di Veneto e Lombardia, allora capitanate dagli oggi meno azzurri Galan e Formigoni, incominciò a farsi del male, rovinò al suolo fino a consegnarsi per la rivincita del Signore di Arcore.

movimento-judo-tatami_4c1b3b35842d8-p

Renzi? ma chi mai aveva portato PCI, DS, PDS o DS alle sue percentuali conseguite in occasioni delle Europee? da successore di Bersani alla guida del partito disse Enrico stai sereno, quella frase fu… Letta… male, infatti si è visto. Poi poteva riportare gli Italiani alle urne, rivincere e governare con una solida e omogenea maggioranza, invece no. Bersani vinse/pareggiò (al Senato) alleato con SEL: oggi SEL è all’opposizione. Berlusconi perse alla Camera e pareggiò al Senato con in squadra Alfano e Verdini, che ora stanno con Renzi. Siamo sicuri che all’elettore già comunista, diessino e oggi democratico questo piaccia?

Vabbé, cose che succedono, ecco allora per il centrodestra l’occasione per schiacciare il centrosinistra alle amministrative con a Milano un Pisapia che tira i remi in barca, a Roma un Marino che se ne va lasciando una scia di problemi e a Napoli un De Magistris che ha passato le sue. Che si fa? Si rispolvera Tafazzi e nella Città Eterna si scarica Marchini, si lascia al suo destino l’ex ministro ed ex presidente della Regione Lazio Storace, si candida Bertolaso, si fa scendere in campo la Meloni e magari si vede che percentuali potrebbe raccogliere nell’urbe anche lo scaligero Tosi che non si sa se i voti –se li prende– li sfila di qua o di là, perché l’ex segretario nazionale della Liga Veneta-Lega Nord è stato fulminato sulla via di ‘Romasco’ dal credo renziano cui pare essersi avvicinato, tanto che i suoi in parlamento sono ormai filo-governativi.

lottatore-taekwondo_4c1b2188743d8-p

Trionferà allora l’altra parte? forse però i filmati fuori dai seggi delle primarie non aiuteranno, e nemmeno le polemiche cinesi a Roma. I penta stellati gongolano, il ricordo di Parma non li spaventa, e nemmeno la “moria” parlamentare che li vede decimati, e nemmeno il possibile passo indietro, o di lato, di Grillo.

L’importante è farsi del male, disgustare l’elettore, rendergli incomprensibili i giochi di palazzo, ma poi lamentarsi che chi non vota ha torto. Si continui con questo immane pasticciaccio delle province, si crei pure un Senato che non si capisce bene a cosa servirebbe, si tolga così ai cittadini il diritto di scegliere da chi farsi rappresentare scegliendo gli eletti in un consesso fra gli eletti in un altro, e non si diano le preferenze, si vada avanti a listini bloccati, ma poi si faccino sorrisi, ci si fermi per i selfie, si stringano mani. E soprattutto si dimostri che non si ha mai perso, che c’è sempre una elezione rispetto alla quale si è andati meglio, o almeno non peggio, si spieghi in Liguria che è colpa della sinistra se ha vinto Toti, si spieghi che se solo Mago Zurlì avesse partecipato a quella riunione di segreteria esprimendo il suo dissenso sulla candidatura di Maga Magò be’… se ne poteva discutere, e forse l’esito finale sarebbe stato diverso.

In politica, in Italia, ci sono tante, tantissime brave persone. Ci sono idee, e ci sono progetti. C’è chi si spende per un futuro migliore, chi combatte le ingiustizie e le sperequazioni, chi pensa davvero al bene comune. Ma, purtroppo per loro, c’è anche tanta diffusa cialtronaggine dalla quale non ci sappiamo liberare. Facessero le persone di buona volontà un patto sociale per cui le buone idee sono buone, e non hanno colore, e quelle cattive sono da bocciare e basta, a prescindere. L’Italia ha bisogno di loro, del loro coraggio, del loro senso del dovere, devono solo gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Possono farlo. Potrebbero riuscirci.

fabio-fioravanzi-22

Fabio C. Fioravanzi

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...