Bruxelles, capitale dell’Europa. E dell’Alleanza Atlantica

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Sede delle istituzioni europee, ma anche del quartier generale della Nato, Bruxelles è anche sede di cellule terroristiche pronte a seminare sangue, terrore e morte (anche la propria) nel cuore stesso della città. Già perché i (per ora) tredici morti e 35 feriti dell’attentato all’aeroporto di Zaventem di stamattina sono opera di attentatori probabilmente nati e cresciuti in Belgio, nella stessa Bruxelles, o comunque basisti e complici essenziali di terroristi stranieri. Così come le contemporanee esplosioni che colpivano la stazione della metropolitana di Malbeekla, dove sarebbero morte dieci persone, e Schuman.

Strano che una città così sia vulnerabile, possa essere messa ko. Bizzarro che la sua sicurezza e la sicurezza delle sue sedi internazionali siano affidate unicamente alla polizia e ai servizi belgi. Curioso che la Nato operi militarmente contro il terrorismo in Medio Oriente, e non abbia operativa alcuna rete di controterrorismo nell’area che ospita il suo quartier generale, non ci sia un’intelligence in loco.
Forse non è strano, a ben pensarci, se si considera l’assunto su cui si basa il concetto di sicurezza europea e occidentale, secondo cui al terrorismo si risponde inviando forze armate e 007 nelle aree di conflitto mediorientale, con l’unico apprezzabile risultato, finora, di alimentare quei conflitti e anche, in qualche modo, di offrire pretesti al fanatismo dei terroristi domestici.

Ed ecco che l’Europa, nel suo cervello e cuore, che è Bruxelles, scopre la sua vulnerabilità, e non serve prendersela con la polizia e gli 007 belgi, che avranno pure le loro inefficienze, ma che operano dentro un contesto che trascende le loro “competenze”, essendo, appunto, Bruxelles molto di più che la capitale del Belgio.
Senza fare tanti proclami – come si legge sui social in queste ore – a favore o contro la coesione europea, sarebbe il minimo aspettarsi che dopo quanto è accaduto a Bruxelles ci sia almeno un coordinamento veramente europeo tra i servizi, uno scambio e una messa in comune dei dati sensibili riguardanti il terrorismo.

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