Via Orfeo, Bologna. Che la festa cominci

IMG_0242

SAMMY OSMAN TARANTINO
Mi interessa sempre meno suonare nei locali. Pagano malissimo in termini di soldi e gratificazione; i ragazzi ci vanno a bere, non per ascoltare musica. La maggior parte dei locali sono un ibrido appunto tra saletta per concerti e birreria, un mostro a due teste che soltanto gli artisti più indulgenti sanno sopportare; non io, o almeno, io non sempre.

Un luogo dove amo fare musica sono i centri sociali, perché sono frequentati da un pubblico più omogeneo: gente veramente interessata alla musica e alla cultura, gente impegnata politicamente, che si muove per imparare, ascoltare, conoscere, e come si diceva un tempo fare lotta, per cambiare le cose. Ho risposto quindi subito alla chiamata del centro sociale occupato Làbas per suonare il 9 aprile alla festa di via Orfeo, che è la loro via e l’arteria principale del quartiere. Non è la prima volta che suono per loro. Del resto stanno a cinque minuti da casa mia.

Domenica scorsa hanno dato un pranzo sociale, con il cooking show live del rinomato chef Luca Giovanni Pappalardo e l’intervento di uno street art di fama internazionale, che ha iniziato un murales nuovo all’entrata interna dell’edificio occupato. Ci sono andato per fotografare l’evento e intervistare Detjon, una delle migliori menti politiche del centro e portavoce del Làbas.

Come nasce il Làbas?
La storia del Làbas nasce circa tre anni e mezzo fa da un gruppo di ragazzi che decidono di occupare questa caserma abbandonata da circa vent’anni. Si tratta dell’ex caserma militare Masini, che sotto il fascismo era sede di fascisti, delle Brigate Nere. Qui furono torturati partigiani – nei sotterranei si possono ancora vedere le celle di detenzione; sicché il luogo ha anche un valore storico molto importante. Ci entrammo mettendo una scala, rompendo una finestra. Trattandosi di una caserma il cancello non era facile da aprire. La particolarità di questa esperienza è che il Làbas si inserisce in un quartiere governato dal centro destra, l’unico quartiere governato dal centrodestra, il quartiere più ricco e borghese, con i redditi più alti. Con fatica l’abbiamo rimesso in piedi. Il posto era molto malmesso quando siamo entrati, il cortile coperto di guano e migliaia di piccioni morti.

All’inizio ovviamente c’era diffidenza, un atteggiamento prevedibile in un contesto ricco e conservatore come questo. Ciò che prima ha avvicinato le persone è stato l’orto, abbiamo picconato il cemento e iniziato a coltivare. Questa iniziativa ha avvicinato molto la gente del quartiere. Poi con l’associazione Campi Aperti, abbiamo iniziato il mercatino di prodotti biologici, un appuntamento periodico settimanale.

Abbiamo fatto tutto noi con le nostre braccia autofinanziandoci, piano piano, visto che la caserma è di quasi 9000 metri quadri. Le iniziative intraprese per autofinanziarci e per far vivere questo posto sono state tante. Abbiamo aperto un laboratorio per bambini, una sala polivalente per artisti e musicisti, oltre che il progetto di accoglienza per senzatetto e migranti, un dormitorio sociale; il dormitorio l’abbiamo aperto a dicembre ed è pieno, stiamo cercando di allargare e sta funzionando benissimo grazie ai volontari. Abbiamo fatto un open call, abbiamo mostrato il progetto dicendo “noi da soli non ce la facciamo”; la risposta è stata molto positiva e grazie ai volontari sta funzionando benissimo.

Il Làbas è sotto sgombero. Quali sono le intenzioni delle istituzioni? E voi, come state reagendo all’avviso di sgombero?
L’amministrazione di Virginio Merola nell’ultimo anno e mezzo ha avuto una torsione clamorosa a destra, c’è stata una grossa stagione di sgomberi; il procuratore Giovannini ha il pugno duro e tende a discutere di questioni politiche che non gli competono, spinge per ripristinare il Cie, dice che le occupazioni sono speculazione politiche e via dicendo. Poi è arrivato il nuovo questore altrettanto duro e nemico delle occupazioni, tanto che gli ultimi sgomberi come quelle della Telecom sono avvenute senza nemmeno avvertire l’amministrazione comunale, piombando con mitra e manganelli all’alba o nel cuore della notte per cacciare in strada al freddo donne e bambini; solo a sgombero avvenuto hanno avvertito i servizi sociali.

Secondo noi, il sindaco è complice e responsabile perché lui ha barattato la sua ricandidatura con l’accettazione di questi sgomberi e altre iniziative discriminatorie. C’è un pezzo del suo partito, del PD, che fa pressioni, soprattutto l’ala renziana. Inizialmente secondo il partito lui non doveva essere ricandidato, nessuno lo voleva; hanno poi fatto un congresso da cui lui è però uscito vincitore e ricandidabile a patto di dare alla cittadinanza un segnale vistoso di svolta a destra: qualcosa come questi sgomberi eclatanti. È stato sgomberato pure Atlantide, un’occupazione trentennale, un pezzo della storia culturale e associativa di Bologna. Loro si nascondo a volte dietro il fatto che è “proprietà privata” e perciò non possono farci niente. Ma Atlantide è del Comune ed è stato sgomberato dall’Amministrazione comunale.

Si vede che al sindaco non interessa fare una battaglia politica contro Forza Italia, contro la rappresentante forzista di quartiere, Ilaria Giorgetti; bensì vede noi come i veri avversari politici. Noi siamo nel quartiere l’unica credibile alternativa alla destra, perché il PD non lo è.

IMG_0257

Quest’anno infatti a Bologna si vota per il nuovo sindaco e a Bologna parte della sinistra è insoddisfatta di Merola. Ci sono delle alternative?
Sì, secondo noi l’alternativa a Merola c’è, ed è quella che stiamo costruendo dentro un paradigma nuovo che è quello che noi vediamo per esempio a Barcellona, con l’attivista Ada Colau che è diventata sindaco di Barcellona. In Europa c’è un vento di cambiamento, che soffia con le rivoluzioni democratiche partorite dalle città e dai movimenti sociali. Una famiglia di cui noi facciamo evidentemente parte. Movimenti che esercitano il conflitto e anche forme di illegalità come quella della nostra occupazione. Noi pensiamo che sia giunta l’ora di sperimentare anche nuove forme di governo. Adacorau era quella che occupava le case, bloccava gli sfratti e si faceva arrestare dalla polizia. Noi facciamo le stesse cose. Pensiamo che di fronte a un deficit di proposta politica che c’è in questa città, visto che non c’era un alternativa a Merola, noi abbiamo deciso di mettere assieme alcuni pezzi di questa società, TPO, Làbas, Ong, educatori e associazioni come Piazza grande, oltre che un pezzo di SEL, il partito di Pippo Civati e altre esperienze bolognesi per costruire un alternativa che è la Coalizione Civica per Bologna, che ha come candidato sindaco Federico Martelloni. Si tratta di un paradigma non di rappresentanza ma di partecipazione. Martelloni non rappresenta i movimenti sociali, perché i movimenti sociali non si rappresentano. Il nostro candidato è uno di noi, per questo noi lo sosteniamo.

La festa del 9 aprile sarà una festa del quartiere o una festa del Làbas?
La festa del 9 aprile è una festa del quartiere che è stata pensata e costruita da noi e dalla Social Street di via Rialto, via Orfeo e via dei Coltelli. Abbiamo discusso e ragionato con parecchi commercianti, dai panettieri ai bar, dal cinestudio al negozio di alimentari. Questo quartiere è sempre stato rinomato per le sue feste ma da sei anni non si faceva più nulla. La festa ora rinasce grazie al Làbas perché l’ex Caserma Masini, con le sue iniziative di pranzi sociali, mercatini, laboratori e quant’altro, è diventata un elemento determinante per la vita culturale del quartiere.

Come appuntamento fisso il Làbas propone da un paio di anni il mercatino biologico, ogni mercoledì dalle cinque a mezzanotte con concerti, attività e altre iniziative culturali. Dopodiché, in base alle iniziative che vogliamo mettere in campo – concerti, presentazioni di libri eccetera – apriamo anche altri giorni. Da dicembre come ti dicevo, apriamo tutte le sere per il dormitorio sociale; sempre il mercoledì e la domenica apriamo il “Làbimbi”, una specie di asilo per bambini. C’è poi il laboratorio di falegnameria e tante altre cose.

Adesso noi ci sentiamo presi in giro dall’amministrazioni comunale. C’è una piccola interlocuzione con loro, che dicono di voler risolvere il problema dandoci un altro spazio. Qui vogliono demolire e costruire un albergo di lusso, un ristorante e un parcheggio. Ma noi siamo andati a incontrarli, abbiamo parlato con l’assessore alla cultura Davide Conti; non ci hanno detto nulla di preciso, non hanno nessuna alternativa, mentre da mesi ai giornali vanno dicendo che risolveranno la situazione. Ci sentiamo presi in giro. Sono inaffidabili. Loro ci vedono come un avversario politico perché noi siamo insediati bene in quartiere, la gente ci vuole bene, mentre loro non sanno costruire nulla del genere. Siamo una spina nel fianco. È importante sapere anche che la nostra prospettiva non è localistica! Abbiamo partecipato a progetti in Palestina, Messico, e pure in Kurdistan con il nostro progetto per bambini “Làbimbi”, in un campo profughi al confine turco attraverso una raccolta fondi per i bambini del campo.

Sammy Osman Tarantino, cantautore

Sammy Osman Tarantino, cantautore

via

►►►PROGRAMMA della FESTA

Dalle ore 15 alle 21 Festa in via Orfeo (nel tratto che va da Via Rialto a Via De Coltelli )

***Giocolieri, acrobati, laboratori e giochi per bambini/e, torneo di briscola, esibizioni e stage di Tango Argentico e Tango jazz, trattamenti Shiatsu, cooking show con lo chef Berna
Buskers Music con :
♫♫TOLGA TRIO
♫♫ Sammy Osman

❀❀ H 16:30 Mercato straordinario CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare a Làbas
☆ ☆H20:00Grande lotteria finale con premio offerti dai commercianti delle via.

**Il Bar Miky e Max sarà ovviamente il forntirore d’eccellenza di bevande, mentre gli altri esercizi commerciali esporranno all’esterno tutte le loro attività.

►►►PROGRAMMA SERALE :

DALLE 21.00 LA FESTA SI SPOSTA A LÀBAS!
***Ingresso: 1 euro può bastare: ***

♫♫ H21:00 Live Onda Curaçao SAMBA/JAZZ/BOSSANOVA
♫♫ H.23:00 Live NICO ROYALE REGGAE
♫♫ H.01:00 DJ SET Garrincha Soundsystem CON TEPPA BROS., Matteo Costa e KEATON

il servizio fotografico è dell’autore

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...