Migranti, il dramma taciuto dei bambini scomparsi

syrian_refugee_crisis-1024x576GIORGIO FRASCA POLARA
Migliaia e migliaia di migliaia di extracomunitari sono nel nostro Paese ma… svaniti nel nulla. Non sono fantasie o cifre immaginarie, sono dati ufficiali per un verso del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, e per un altro verso dalla Commissione europea.

Secondo il dato del Welfare risultano “irreperibili”, nel solo anno passato, ben 6.135 minori stranieri, identificati. Ma altri seimila e più minori (non identificati) sarebbero, al 9 dicembre 2015 (dato Ue), mescolati tra i 63mila migranti non identificati entrati in Italia. La somma porta alla cifra, incredibile e inaccettabile, di oltre 12mila bambini e adolescenti letteralmente scomparsi ma che probabilmente, quando non sono riusciti a riparare nel mitico Nord Europa, vagano per le città, i paesi, le campagne d’Italia, preda potenziale o effettiva del mercato pedopornografico, di bande di ladri, di ras dell’accattonaggio, ecc.

È recentissimo del resto il caso dell’inchiesta giornalistica condotta nei sotterranei della stazione ferroviaria centrale di Roma dove vivono in miseria e sporcizia centinaia di ragazzi letteralmente allo sbando, che si arrangiano con mille espedienti, senza un futuro, senz’altra provvidenza che l’elemosina, quando va bene, di un piatto di minestra della Caritas o dei volontari di Sant’Egidio. Si teme – c’è stata una denuncia, tuttavia piuttosto generica – che alcuni di essi siano coinvolti nel traffico di organi (esattamente come accade in India): usati, i loro corpi, come “pezzi di ricambio” per fornire un rene o altro ad un ignaro bambino più ricco e fortunato.

Come si atteggia il governo di fronte a questo allarmante fenomeno? Anzitutto un rilievo: nell’ultimo rapporto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali manca qualsiasi indicazione circa le regioni in cui i fanciulli sono svaniti. Eppure questa informazione era stata riportata sino al penultimo rapporto ministeriale, quello del 2013. Poi una carenza seria, del tutto ingiustificata se non per sottolineare, su questo, l’indifferenza totale della presidenza del Consiglio. Si tratta del mancato rispetto della a suo tempo tanto strombazzata legge 269 del 1998 (“Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori quali nuove forme di riduzione in schiavitù”) che all’art. 17 impone – meglio, imporrebbe – alla presidenza del Consiglio “le funzioni di coordinamento delle attività svolte da tutte le pubbliche amministrazioni, relative alla prevenzione, assistenza, anche in sede legale, e tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale e dall’abuso sessuale”; e che prevede, sin qui inutilmente, che “il Presidente del Consiglio dei ministri presenta ogni anno al Parlamento una relazione sull’attività svolta”.

In realtà non è stato fatto nulla: né la localizzazione regionale degli scomparsi, né un rapporto di Palazzo Chigi sugli effetti di questo impalpabile “coordinamento”, né – mai – una relazione alle Camere “dell’attività svolta”; né infine la presentazione al Parlamento del disegno di legge di ratifica della Convenzione europea contro il traffico di organi. Si torna allora al sottaciuto ma palmare interrogativo: devo stanno questi “clandestini”? perché non sono in alcun modo cercati e protetti? perché persino per quegli adolescenti trovati nei sotterranei della stazione Termini non è adottata alcuna misura di protezione?

A questo problema degli scomparsi se ne collega un altro: non sappiamo esattamente quanti minori abbandonati e potenzialmente adottabili esistano in Italia. Nonostante siano stati stanziati 800mila euro per una banca-dati e nonostante ci siano una legge (la 149, sull’adozione) e una sentenza del Tar che impongono ai 29 tribunali dei minorenni sparsi per il Paese di dotarsi di data-base quasi niente è stato fatto: solo otto tribunali hanno questo schedario elettronico. E’ un mistero e insieme uno scandalo: centinaia, migliaia di bambini (2.300 secondo l’Istituto degli Innocenti) restano “parcheggiati” semplicemente perché non si conosce la loro condizione e non si possono incrociare i loro bisogni con quelli delle coppie disponibili ad accoglierli. Sono almeno 33mila, e spesso sono costrette ad andare all’estero (persino in Congo, come anche le cronache di questi giorni hanno ricordato) per sanare il loro desiderio di genitorialità…

FRASCA

Giorgio Frasca Polara

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