La “barcheta” che galleggia sulla cultura di Venezia

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FRANCESCO PENZO
Il primo maggio l’associazione il Caicio ha lanciato una raccolta fondi per il restauro de La Barchetta. La barchetta sembra una gondola ma non lo è. La barchetta è un traghetto, uno di quei mezzi di trasporto a remi che a Venezia collega le sponde e avvicina le persone e che solo parzialmente oggi ancora viene utilizzato in due-tre punti lungo il Canal Grande, mentre un tempo – prima del motore – serviva anche per collegare Venezia alla terraferma, Venezia alle sue isole.

Ma perché restaurare una vecchia e malandata barca? Be’, innanzitutto perché ne sono rimasti davvero pochi di esemplari come questo, e poi perché è una barca a cui tutti noi che facciamo parte dell’associazione il Caicio siamo affezionati. E un po’ perché ci piace navigare contro corrente, contro l’omologazione e l’impoverimento di qualsiasi forma di diversità. Venezia non è solo gondole e turisti: appena poche decine di anni fa erano centinaia le tipologie di barche in legno che venivano ancora costruite e utilizzate quotidianamente dagli abitanti di questa curiosa città d’acqua. Conservare questa diversità è uno degli scopi dell’associazione, salvando le barche e salvando con loro le storie che le rendono uniche.

Non si tratta di una operazione nostalgico-museale, non ci sono traguardi sportivo-agonistici né tantomeno c’è una finalità economico-commerciale.
La nostra è una ambizione molto più alta: produrre ed offrire “cultura galleggiante” per tutti. Le nostre barche, e la barchetta che ne sarà l’ammiraglia, girano a remi per i canali di Venezia spesso come mezzo di spostamento ordinario, più lento sì forse, ma al contempo più rispettoso, più magico, senz’altro più bello.

Ecco allora che cultura galleggiante significa offrire la possibilità di studiare quanta e quale sapienza gli artigiani del legno – i maestri d’ascia – hanno profuso per sagomare, modellare questi pezzi di legno per adattarli alla morfologia della città oltre che per le diverse attività per le quali sono state pensate e costruite. Cultura galleggiante significa insegnare a vogare per gli stretti rii della città, generalmente proibiti a chi frequenta le remiere.

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Cultura galleggiante significa portare libri e letture in barca (i nostri “freschi libreschi” in collaborazione con la libreria Marco Polo o con Barchetta Blu), teatro in barca (“Bosco da remi” con Paola Brolati), raccontare Venezia galleggiando e meravigliandosi per ciò che ci sta intorno (come abbiamo fatto con “La guida alla Venezia ribelle” con le autrici Maria Fiano e Beatrice Barzaghi), significa portare la musica indipendente tra i canali (ecco la collaborazione con le “Indiemood session“). E significa collaborare con tutte le realtà che a nostro parere tengono viva e vitale questa città come ad esempio Poveglia per tutti, Viaggi e Miraggi con gli itinerari “Venezia non affonda” e le molte altre piccole associazioni che si prendono cura di pezzi di città o artigiani come gli amici Small Caps  che hanno curato la grafica per la raccolta fondi.

Ecco, La Barchetta sarà parte di tutto questo e chi vorrà contribuire al suo restauro sarà ben ricompensato!
Per saperne di più http://www.ilcaicio.it/, per fare una donazione https://www.produzionidalbasso.com/project/finche-la-barchetta-va/

penzoffff

@francescopenzo

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