Agenzie ambientali. Una riforma “costituente”

green-background-images-1ERMETE REALACCI
Quando nei prossimi giorni sarà approvata la riforma del sistema delle agenzie ambientali, sarà compiuto un nuovo atto importante per dare a questa legislatura un carattere costituente anche per l’ambiente nel campo delle istituzioni.

Prima c’è stato il varo della legge sugli ecoreati nel maggio 2015, dopo venti anni di battaglie: grazie all’introduzione nel codice penale di nuovi reati come quelli di “inquinamento ambientale e disastro ambientale”, sta producendo i suoi effetti sul fronte della repressione con oltre mille procedimenti avviati. Adesso si interviene sulla prevenzione, ossia il monitoraggio e il controllo dello stato delle acque, dell’aria, del territorio, dei processi produttivi.

Il riordino del sistema delle Agenzie ambientali è una riforma attesa da tempo: mira a rafforzare e rendere trasparenti e uniformi a livello nazionale i controlli ambientali, per tutelare cittadini e territorio, dare certezza alle imprese, favorire un’economia pulita. Un riordino che porterà alla creazione di un sistema integrato per garantirne l’efficacia, l’autorevolezza e renderlo omogeneo in tutto il Paese, grazie anche all’introduzione dei Livelli Essenziali di Prestazioni Tecniche Ambientali (LEPTA); seguendo il principio del “chi inquina paga”. In questo contesto l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, avrà un ruolo centrale e, oltre ai compiti di indirizzo, coordinamento e intervento nelle vicende più rilevanti, sarà competente anche per la realizzazione e la gestione del Sistema Informativo Nazionale Ambientale. Una banca dati aperta e accessibile a tutti i cittadini, un passo avanti nella trasparenza.

green-wallpaper-hd-16

Il testo di riforma nasce da una mia proposta di legge, unificata con quelle analoghe dei colleghi Alessandro Bratti e Massimo De Rosa. Il Senato lo ha modificato introducendo una nuova clausola di invarianza finanziaria e una correzione formale, forse non necessarie. Tutti i gruppi nella Commissione Ambiente della Camera, insieme al relatore Filiberto Zaratti, sono d’accordo nel procedere presto ad un’approvazione definitiva e la legge sarà in aula, su richiesta del PD, a partire dal 13 giugno.

Legalità, efficienza e autorevolezza sono presupposti per rendere possibili scelte che aiutano il futuro, favoriscono le imprese pulite e permettono un necessario processo di semplificazione che non rischi di produrre deregulation. Troppe volte, infatti, nei territori le agenzie ambientali meno strutturate hanno fatto fatica a confrontarsi ad armi pari con i grandi gruppi industriali, penso a vicende come l’ILVA in Puglia o quelle di Eni e Total in Basilicata. Da qui l’esigenza di un potenziamento uniforme degli strumenti di controllo.

images1RAQ49IN

Questo importante processo di riforma può essere inoltre reso più forte e credibile se avrà un esito positivo l’integrazione in atto del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri. Se, come spero e penso, non si disperderanno le grandi competenze esistenti, anzi saranno integrate e rafforzate, potremmo avere un corpo di polizia specializzata all’avanguardia in Europa.

Molto ovviamente resta ora da fare nell’usare l’ambiente come opportunità, le potenzialità della green economy come chiave del futuro, per dare concretezza all’impegno del Presidente del Consiglio di raggiungere il cinquanta per cento di generazione elettrica da fonti rinnovabili entro la legislatura. Più in generale per affrontare la crisi, rendere più competitiva la nostra economia e produrre occupazione, a partire da una nuova edilizia basata sulla qualità, dal risparmio energetico, dalla manutenzione del territorio, dall’innovazione e dalla bellezza.

Vi è un’ultima riflessione da fare su questo importante provvedimento, una considerazione purtroppo comune a molte le leggi: gli ecoreati sono tornati dal Senato dopo un anno dall’approvazione della Camera; la riforma delle agenzie ambientali torna da palazzo Madama dopo oltre due anni dal voto, all’unanimità, di Montecitorio. E ovviamente sarebbe potuto accadere il contrario. Anche l’iter di queste due leggi (come quello di tante altre) dimostra che i difensori del bicameralismo perfetto non hanno a cuore un’Italia in grado di affrontare per tempo e con efficacia le sfide che abbiamo davanti.

Realaccie

Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera dei deputati

@erealacci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...