Banche venete. Da piccolo è bello a piccolo è nano

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Qui a nordest siamo giganti in produzione industriale ed export, facciamo meglio della Baviera in rapporto al numero degli abitanti.
Siamo “nani” nel comparto banche, finanza e comunicazione (nessun quotidiano supera il Po e oltrepassa le Alpi).
A nord tutto gravita su Milano e Torino; le maggiori banche, la finanziarie importanti, la borsa e i quotidiani nazionali che contano, compresi quelli economici.

Un tempo abbiamo avuto una grande storia di banche. Si pensi alla Banca Cattolica del Veneto, partita a fine ‘800 dalla Curia Vicentina, cresciuta per incorporazioni, diventata ricca e importante, capace di sostenere l’economia, nella grande crisi del ’29/30 e nei dopo guerra. Divorata dalla massoneria deviata del bancarottiere Calvi e del banchiere vaticano Marcinkus. Con grande dispiacere del nostro Patriarca Albino Luciani.
Miglior sorte non è andata alla Banca Antoniana, diventata Antonveneta, finita nelle macerie dei pascoli senesi…

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Spiace leggere sul Corriere, Federico Fubini: “Antonveneta resta alle radici della crisi di MPS”. Ma sappiamo che non é andata così…
Delle altre Banche Popolari Venete, evito qui di spargere sale sulle ferite aperte.

Voglio soffermarmi sulle Banche di Credito Cooperativo (BCC), sono una trentina in Veneto, rappresentano la gloriosa storia della cooperazione cattolica. Molte son nate a fine ‘800 per volontà di parroci e vescovi lungimiranti e generosi, convinti sostenitori della Dottrina Sociale della Chiesa divulgata dal Beato Giuseppe Toniolo (trevigiano) che si ispirava alla Rerum Novarum di Leone XIII.

Le BCC sono una trentina in Veneto, riunite in Federazione (di cui parlerò più avanti) che ne coordina l’attività e le rappresenta nella Federazione nazionale. Hanno 133.000 soci, 4.300 dipendenti, 740.000 clienti. Parlano veneto, sono radicate nel territorio ove operano; in questi anni di crisi economica non sono scappate, sono rimaste a sostenere famiglie, artigiani, piccole e medie aziende. La crisi si è riversata in tutto il sistema bancario, deteriorando molti crediti che le stesse avevano erogato.

Va detto che le BCC hanno precisi obblighi. Fare utili, pagare le tasse, incrementare il patrimonio e fare beneficienza (obbligo che nessuna altra banca ha); solo nel 2015 hanno fatto beneficienza in Veneto per 6.6 milioni di euro.

Un tempo “piccolo era bello”, oggi se piccolo è “nano” non è piú bello.
Devono crescere, aggregarsi, superare campanilismi, egoismi personali (presidenze, posti in consigli di amministrazione), far massa critica per affrontare l’economia globalizzata e la finanza “che non dorme mai”. Devono abbattere i costi di gestione, utilizzare internet, competere con le aggressive banche on line (che prelevano risorse e le destinano altrove..).
A breve perderanno autonomia e potere decisionale, in virtù della nuova legge fatta apposta per le BCC.

Giorni fa si è tenuta a Conegliano l’assemblea dei soci della BCC delle Prealpi. Prima banca in regione Veneto per utili (quattro milioni più un milione in beneficienza) inoltre (3.5 milioni in solidarietà obbligata, a sostegno del sistema bancario in difficoltà). Prima anche per patrimonio.
Il presidente Antiga ha detto:”non si spiega il tentativo di escludere Banca delle Prealpi dalla governance (federazione) regionale”.

Quello della Federazione è un comportamento difficile da comprendere, anche perchè la Prealpi ha assorbito una banca padovana in difficoltà (senza gravare sulle altre), ha acquistato filiali di una trevigiana un po’ obesa…
Cosa pensare di fronte a “giochi di cadreghe” che avvengono in Federazione Veneta, tendenti ad escludere la prima, la più forte BCC del Veneto!?

Noi che siamo Cristiani, conosciamo molto bene l’insegnamento evangelico:”Beati gli ultimi…”
Cristo pensava al Regno dei Cieli, non alle BCC Venete.

bepi covre

Bepi Covre

Giuseppe Bepi Covre entra in politica sul finire degli anni Ottanta tra le file della Liga Veneta-Lega Nord. Consigliere comunale a Motta di Livenza fino alla sua elezione a sindaco di Oderzo, la sua città, nel 1993 (fino al 2001), nel 1996 è eletto deputato a Roma, nel 2001 lascia la Camera dopo esserne stata una delle personalità di spicco nel gruppo parlamentare della Lega. Nel 2004 ha pubblicato Sono un veneto. Storia di un leghista eretico, per la casa editrice trevigiana Santi Quaranta. Imprenditore di successo, Covre è titolare dell’azienda Eureka di Gorgo al Monticano. http://www.eurekaitalia.org

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