Memo per Matteo. “Perché ho votato i 5 stelle”

doc.JPGytali. è arrivata copia di un “memo” dal titolo “Parlando con loro”, presumibilmente per il presidente del consiglio, focalizzato sul successo dei 5 Stelle, una sorta di “decalogo” dei motivi per cui ci si è orientati/ci si orienta verso il partito di Grillo: sintesi basata su una serie di interviste qualitative/in profondità condotte (da un sociologo) prima e/o dopo le ultime votazioni con diversi elettori  5 Stelle.

Non abbiamo fatto le verifiche dovute, ma lo pubblichiamo lo stesso considerandolo comunque un  documento d’indubbio interesse e utilità.

“PARLANDO CON LORO”

ovvero:

Perché ho votato i 5 Stelle”

 

  • una nuova idea di democrazia
  • i 5telle propongono, in questa epoca di asfittici progetti e di rassegnato ripiegamento sull’esistente, una ‘visione’: una gestione realmente democratica dello Stato, realizzata senza la mediazione interessata di autoreferenziali strutture partitiche

 

  •  
  • l’individuo, il singolo, la persona in quanto tale acquisisce una reale centralità sulla scena della Polis: attraverso la rete – strumento oggettivo, metafora di equivalenza, spazio di identità e appartenenza, garanzia di democraticità – io cesso di essere solo un semplice elettore (da ‘sedurre’ ogni tot anni, per poi dimenticarsene) per acquisire a tutti gli effetti lo status di cittadino attivo. Di (co)protagonista del proprio/del nostro presente e futuro
  •  
  • il rapporto tra persona/cittadino e forze politiche si sottrae quindi alla logica ‘genitoriale’ e paternalistica che caratterizza l’attuale relazione tra individuo e forze politiche (il partito, specie a sinistra, ‘sa’ qual è il bene, ha la visione del presente e del futuro..: e chiede al cittadino di affidarsi, di delegare, senza riconoscergli però la possibilità – a votazioni terminate – di poter intervenire, avere un ruolo. I politici: chierici che dicono di pensare e scegliere per me. Presumendo di sapere sempre quale sia il mio bene..). Con i 5Stelle invece la delega agli eletti
    • non è più totale: so/posso sapere cosa fanno; posso contribuire a influire su ciò che fanno
    • non è più irreversibile: posso contribuire a eliminare chi non si attiene ai principi ispiratori del movimento
    •  
  • nella impostazione dei 5Stelle: lo Stato – e per lui il Movimento – si pone autenticamente al servizio dei cittadini. Non solo a parole, ma soprattutto nei fatti (nelle scelte) e nei comportamenti (nel modo di agire e di gestire la cosa pubblica e di rapportarsi a ogni cittadino)
  • l’orgoglio della ingenuità
  • i 5Stelle (e i loro elettori) sono ingenui (e degli ingenui hanno però la forza irresistibile: “Non sapevano che la cosa era impossibile: quindi la fecero”): sanno, pensano che un cambiamento è possibile, che il degrado – non solo economico: ma etico, politico, amministrativo e sociale del nostro Paese – può essere contenuto e forse ricondotto anche abbastanza rapidamente entro limiti accettabili, fisiologici. Non è detto cioè che ci debba lasciare imbrigliare nella ‘ragnatela’ della realtà attuale
  •  
  • la loro ingenuità non è però una naiveté su cui poter sorridere con sufficienza: è piuttosto consapevolezza del fatto che la innegabile complessità dei problemi italiani è drammaticamente acuita (per molti di loro: causata) dalla inettitudine dolosa delle forze politiche chiamate a gestirli. La loro ‘certezza’: la sostituzione di quelle forze politiche è condizione necessaria – ancorché non per tutti sufficiente – per quanto meno iniziare a gestire più correttamente (etica)ed funzionalmente (efficacia) la drammatica situazione italiana 
  •  
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  • l’ incompetenza come risorsa e opportunità
  • l’incompetenza dei rappresentati eletti non è pertanto solo un handicap: viene al contrario ‘rovesciata’ in positivo nella misura in cui si ritiene che essa consenta approcci nuovi, diversi, originali, sponatenei (anche se naif) ai problemi. Approcci che comunque emergono dalla visione che delle cose si ha ‘dal basso’. 
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  • In ogni caso: si ha la certezza che sia comunque impossibile fare peggio di quanto hanno fatto finora i cosiddetti politici esperti
  • l’importanza dell’ etica
  • l’etica è assunta come indispensabile pre-requisito per l’efficacia. Senza etica la corruzione dilaga, l’interesse del politico o amministratore pubblico può facilmente – e purtroppo realmente – diventare il solo obiettivo perseguito. I 5 Stelle rassicurano proprio per il loro insistere (con enfasi giacobina) sull’obbligo di correttezza e trasparenza per tutti i propri esponenti: la loro (a volte anche isterica) ‘purezza’ – e il controllo esercitato su tutti i membri attivi del movimento – rassicura sul carattere disinteressato del loro ‘fare politica’. ‘Io’ mi posso quindi fidare à mi posso affidare a loro: applicano realmente, senza l’ipocrisia di quasi tutti i politici di professione, i principi in cui credono. Non sono per loro solo ‘flatus voci’

 

  •  
  • visionari ma non utopici o ideologici

 

  • la loro è un’etica senza ideologie. Non guardano alla realtà né da destra né da sinistra; né dall’alto della storia (del passato e/o del futuro), ma dal ‘basso’ della quotidianità. E la vedono – e la leggono – irradiata dalla luminosità dei loro valori: trasparenza, correttezza, partecipazione attiva e diretta dei cittadini, decisioni ‘dal basso’. Il confronto politico tra le diverse componenti della società viene ‘risolto’ e per certi versi dissolto in/dalla rete: niente più inciuci, meline, compromessi al ribasso. La rete (dunque la ‘gente’ vera, normale) consente a tutti di sapere/capire e quindi di decide – democraticamente – votando tramite la rete stessa. In un regime sostanzialmente ed eternamente, democraticamente referendario
  •  
  • sono visionari, senza però essere né messianici né utopici: un mondo/ una società migliore è possibile fin da subito. Senza dover aspettare l’uomo del destino; o la catastrofe, l’apocalisse che tutto distrugga perché tutto possa rinascere. Non è vero che la realtà e la natura delle cose, delle persone, delle istituzioni siano immutabili, che vi sia una sorta di condanna biblica all’eterno ripetersi. L’ agire politico dei 5 Stelle interessa/riguarda il ‘qui e ora’ (la nostra quotidianità) e non un lontano e mitizzato ‘altrove’ (spaziale e temporale)
  •  
  • democratici, non populisti
  • i 5 Stelle si rivolgono direttamente alla ‘gente’, alle persone, bypassando le tradizionali agenzie di formazione delle opinioni: ma non per strumentalizzarne le paure, per proporre una idea minacciosa del mondo ‘esterno’, per progettare (cfr i populismi dilaganti in Europa ed in Italia) muri, chiusure, ripiegamento sulla propria storia, sulla propria tradizione e cultura. Non vi è nelle loro file un leader (neppure il focoso e irruento Grillo) che faccia appello agli istinti più violenti e aggressivi della collettività per ottenerne una regressiva, viscerale e acritica adesione al fine di raggiungere un potere personale. Al contrario, la relazione tra rappresentanti del movimento e tutti i cittadini/i membri del movimento stesso è basata sulla trasparenza, sulla consapevolezza, sulla onestà e sulla personale responsabilità dei rappresentati – di qualunque livello – del Movimento: basi su cui coinvolgere tutti in un progetto di ristrutturazione etica ed efficiente dello Stato italiano, nell’interesse di assolutamente tutti i cittadini.

 

  1. diretti, franchi, determinati: non violenti
  • i 5 Stelle contrappongono – con appassionata aggressività – la loro franchezza e la loro chiarezza alla fumosa inconcludenza delle cose e del linguaggio dei nostri politici; la autenticità delle cose – dei problemi e dei malanni – alla retorica strumentale, vuota e ipocrita (una vera e propria cortina fumogena) dei valori, dei principi.

 

Chiamano per nome la realtà: sì che tutti possano vedere, sapere, capire e giudicare: per poi scegliere. Guardano la realtà con gli occhi ingenui – ma puri – del bambino della favola del re nudo. Nel loro dire la verità ‘autentica’ prende il posto della artificiosa e retorica narrazione che su di essa fanno tutti i politici cercando di se-durre le persone.

 

  • i 5 Stelle usano lo linguaggio e a volte la stessa brutalità/volgarità dell’uomo della strada: parlano ‘come me’ perché vedono le cose come le vedo io à mi confermano che la mia visione delle cose è quella autentica e mi offrono un gratificante riscatto: non sono (più) io a essere o dovermi sentire inadeguato/sbagliato, ma ‘loro’ (i politici)

           

         sono nuovi, diversi

  • hanno uno sguardo diretto, libero , ‘fresco’ e al tempo stesso intransigente e onesto sulla società e sulla politica italiane di oggi. Uno sguardo così libero da apparire velleitario: ma proprio in questa sua ingenuità risulta del tutto sintonico con la percezione che delle cose hanno le persone ‘comuni’. 
  • E’ questa la loro principale diversità. E di chi li vota. Individuano il malessere, le disfunzioni e i problemi là dove nessuna forza politica ha finora saputo e voluto fare: in loro stesse e nella loro paralizzante e parassitaria appropriazione dello Stato. Il Movimento ha il coraggio, la forza, la determinazione, il rigore, la coerenza e la lucidità necessarie per trasformare un disgregato insieme di mugugni individuali in un progetto di rinascita complessiva dello Stato. Senza più compromessi.
  • sono contemporanei
  • i 5 Stelle non sono un partito tradizionale. La loro peculiarità, la loro ‘alterità’ à la loro ‘modernità’ e contemporaneità rispetto ai partiti tradizionali poggiano sul fatto che
  •  
    • non si fanno carico in modo prioritario di specifiche istanze economico-sociali che riguardino specifichi gruppi/fasce sociali à di puntuali ‘progetti’ e obiettivi, ma intendono farsi carico dei mille, profondi lacci e lacciuoli (politici, normativi, amministrativi; etici e operativi..) che paralizzano e distorcono nella sua interezza il funzionamento della ‘cosa pubblica’. E che sono all’origine delle innumerevoli disparità, storture e disfunzionalità che rendono il nostro Paese sempre meno equo, sempre più corrotto, povero, invivibile..

 

    • hanno ‘appoggiato’ e veicolato il loro discorso politico sul web à sul più attuale, dinamico e soprattutto interattivo dei media. Stravolgendo – per primi – il linguaggio della politica, e rendendo ogni cittadino vero protagonista e non più semplice comparsa della politica stessa. E in tal modo rafforzando la presa sui giovani: a cui hanno non solo offerto un modello non ottocentesco ma attuale, dinamico e stimolante di azione politica; ma anche un medium e un relativo linguaggio profondamente e definitivamente iscritti nelle loro pratiche quotidiane

         sono di sinistra

  • hanno a cuore l’interesse autentico dello Stato. Per il bene di tutti i cittadini. Senza alcun c cedimento verso interessi di parte o logiche spartitorie. La loro visione etica del modo di essere e agire delle istituzioni e delle amministrazioni tutte è assunta come il presupposto di una assoluta e reale equivalenza di tutti i cittadini di fronte allo Stato; e di una effettiva efficacia di ogni atto delle amministrazioni e dei governi, nel solo e assoluto interesse del singolo e della /delle collettività tutte.

Una risposta a “Memo per Matteo. “Perché ho votato i 5 stelle”

  1. quindi il Partito di Grillo e solo quello. Una società , un partito e quindi cosa? Saranno solo loro per sempre? perché , santa ingenuità , senza di loro il diluvio. e gli altri? degli altri non c’è necessità.

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