Le spiagge di chi sbarca e di chi sbarca la giornata. Un’intervista e un video

LUNA MOLTEDO
ytali. intervista Shukri Said fondatrice dell’Associazione Migrare, autrice del blog di la Repubblica “Primavera Africana” e della rubrica “Radio Migrante” su Radio Radicale. In questi mesi, la questione dei flussi migratori è al centro del dibattito internazionale. La maggior parte delle persone che sopravvive alle traversate, non ha un’occupazione e fa il venditore ambulante o il raccoglitore di pomodori. Cosa ne pensi, non credi che l’Italia sia molto lontana dal concetto di “accoglienza” e “integrazione”?
L’Italia è un Paese formalmente democratico e aperto. In realtà non è così. Nella sostanza, infatti, la maggior parte degli immigrati non può accedere ai lavori cosiddetti “intellettuali” pur avendo un diploma e una laurea perché la società italiana di fatto impedisce l’accesso ad alcuni lavori agli stranieri perché manca la vera integrazione come avviene da anni in nord Europa. Alcuni settori lavorativi sono preclusi a prescindere.

Il refrain è sempre quello che la causa della mancanza di integrazione sia la crisi economica. Da una recente intervista di ytali è emerso che tanti immigrati, in realtà, lavorano nelle fabbriche e sono ben integrati. È un esempio positivo da prendere in considerazione, non credi?
Sì, sono d’accordo, ma rimane comunque il concetto che ho espresso prima: molti immigrati hanno ambizioni, come ciascuno di noi, ma in Italia non riescono a trovare lavori che non siano umili e ad esprimersi. Infatti molti sono solo di passaggio, la maggior parte emigra verso il nord Europa.

Chi non ha la forza di spostarsi e rischiare la vita, rimane in Italia dove trova solo lavori usuranti come quello di venditore ambulante, raccoglitore di pomodori, cameriere etc a pochi euro al giorno.
C’è una politica, nei fatti, che vuole avallare la criminalità e riduce gli immigrati alla schiavitù. E non esagero con i termini, è una situazione lasciata a se stessa da moltissimi anni. Noi dell’Associazione Migrare ce ne occupiamo da moltissimo tempo.

I dati, le statistiche, dimostrano che moltissimi immigrati hanno un diploma e una laurea ma qui in Italia non hanno opportunità, sono degli schiavi. Perché trattati da schiavi dal capolarato. Basti leggere la cronaca di agosto. In Italia vige la legge del più forte, quella della giungla. Siamo uno Stato che però non si dimostra Stato se riduce le persone alla schiavitù.

A questo punto, dopo aver messo a fuoco il problema, non posso che chiederti quale sia una possibile soluzione. Cosa va cambiato nelle politiche dell’immigrazione?
Prima di tutto va cambiata la mentalità. È una questione culturale e politica. C’è un approccio poco aderente alla realtà attuale. Se pensi che ad agosto è deceduto un raccoglitore di pomodori e ancora non si trova il cadavere … ho detto tutto.
Questi flussi migratori sono sempre più intensi. E, in prospettiva, saranno sempre di più.
Certo non si può fare un banchetto mentre dall’altra parte della vetrata ci sono persone che muoiono di fame e guardano. Non è possibile. Siamo in un mondo globale fatto di interconnessioni. Il resto del mondo non è solo un mercato dove si portano gli interessi europei, occidentali.

La politica italiana è obsoleta, non risolve i problemi anzi li crea. È necessario, invece, creare degli strumenti culturali e politici per affrontare questi flussi.  Ormai si parla di globalizzazione e i politici europei balbettano perché non sono preparati a flussi migratori in realtà molto prevedibili. Non ci si può mettere dietro una fortezza e guardare.

Prendendo spunto da “Quelli che camminano”, il video di Francesca Ascione che ti ho fatto vedere sui venditori ambulanti (e che ytali pubblica insieme a questo articolo) che attraversano le spiagge italiane, credi che il fenomeno sia cresciuto rispetto ad alcuni anni fa, ci sono dei dati specifici in merito?
Sì, è aumentato perché sono aumentati anche i flussi. “Quelli che camminano” è un video interessante perché senza troppi giri di parole fa vedere che l’immigrazione è anche movimento, spostamento. Mostra i venditori ambulanti carichi ma sempre con il sorriso sulle labbra. L’umanità cammina da millenni. L’immigrazione c’è da sempre e ci sarà sempre. L’immigrazione è in movimento ed è movimento. Bisogna trovare gli strumenti politici adeguati per gestire bene il fenomeno e arginare la disuguaglianza.

Il “movimento” teoricamente può essere letto anche come una cosa positiva. Segno di vitalità. C’è la tendenza, largamente diffusa, a parlare di immigrazione come problema e non come risorsa. Si può invertire la rotta?
Sì, sono d’accordo con quello che dici. E penso che si possa invertire la rotta solo se si riesce a cambiare la mentalità e la politica. È da anni che molti di noi, impegnati nelle associazioni etc, cercano di invertire la rotta. Di cambiare.
Tutti gli esseri viventi si muovono. I movimenti migratori sono anche quelli degli animali alla ricerca del benessere o della sopravvivenza e del miglioramento delle proprie condizioni.

L’Italia è molto arretrata sui diritti. Lo ius soli è fondamentale e ancora ne parlano senza fare una legge. Che aspettiamo?
Attualmente gli  immigrati sono la fascia più dinamica della società e le statistiche lo dimostrano. I figli degli immigrati che hanno voglia di lavorare di fatto non hanno diritti e quindi non gli viene riconosciuta l’appartenenza. Inoltre tutto questo blocca anche l’economia. Perché uno dei motori dell’economia sono proprio gli immigrati. La sinistra in Italia è conservatrice, vecchia e va a braccetto con Berlusconi. Noi abbiamo due tipi di conservatori: quelli di destra e quelli di sinistra. E il Paese sta collassando. Non è qualunquismo, purtroppo è così.

Tornando al tema del video e quindi ai venditori ambulanti, i primi di agosto il responsabile nazionale immigrazione di Forza Italia, Giorgio Silli, ha affermato che sarebbe “utile un checkpoint sulle spiagge per controllare la regolarità dei vu cumprà”. Non credi che l’uso dell’espressione “vu cumprà” veicoli un’immagine stereotipata dei migranti ma, soprattutto, cosa pensi della proposta di Silli?
Penso che dovremmo fare un checkpoint di tutti i corrotti che si annidano nei partiti politici e di coloro che si appropriano del denaro pubblico.

Dobbiamo fare il checkpoint a dei poveracci che vendono della merce sotto il sole mentre noi stiamo sotto il nostro ombrellone? I nostri politici sono persone fallite che non possono parlare perché non hanno nessuna credibilità.

Aggiungo che “vu cumprà” è un marchio di discriminazione. Il problema non è solo il termine ma tutto il sistema di commercio in gran parte malavitoso che c’è dietro il venditore ambulante che è solo l’ultimo anello della catena. Bisogna anche educare i consumatori a non acquistare le merci contraffatte così si inizia ad indebolire tutto questo sistema.

Se ti dico “frontiera” come linea invisibile ma rigidamente definita tu cosa mi dici? Il collega di Libération Jean Quatremer definisce le frontiere “una gabbia per tutti”…
Le frontiere le ha create l’uomo e anche i muri. Ho scritto un articolo sul mio blog di la Repubblica e si intitola “Su per il tubo” dove parlo del confine di Ventimiglia. Internet ha aperto i vasi comunicanti della felicità e l’immigrazione continuerà ad aumentare fin tanto che anche nei paesi più poveri non arriverà un po’ di quel benessere che gronda in Occidente.

Il video e il disegno di copertina sono di Francesca Ascione http://www.francescaascione.it/

Articoli, di ytali, affini al tema di questa intervista:
L’ITALIA DEL LAVORO MULTIETNICO. FILENI UN CASO ESEMPLARE
RIFUGIATI, PERCHE’ SI DISCUTE SENZA CONOSCERE I DATI REALI?
ACCOGLIENZA E FRATTURA SOCIALE. MA DOV’E’ LA SINISTRA?

Pubblicato il 3 Settembre 2015

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