ytali. ricomincia da mille

ytali. ricomincia da mille.

Essì, da qualche giorno abbiamo superato quota mille, il numero degli articoli che abbiamo pubblicato dacché siamo online, cioè dal febbraio dello scorso anno (mille e 31 alle 15.15 dell’11/8, per la precisione)

Ed è cresciuto il pubblico. Le visite, i click. L’interesse nei social. Di questo siamo grati ai nostri lettori e follower.

Siamo dunque a un giro di boa. Che vogliamo rimarcare proponendo una svolta grafica radicale.

Per fare di ytali. una rivista più elegante, più accessibile, più aperta.

Con più contenuti, con migliori contenuti.

Vedrete, vi piacerà, ytali., nella sua veste rinnovata, soprattutto vi piacerà l’home page, che può essere definita con un solo aggettivo: poetica.

Ai primi di settembre, visitando il sito, capirete perché. Sarà una gradevole sorpresa.

ytali. inizia nel febbraio del 2015. Volutamente con un’idea di crescita incrementale a palla di neve, accumulando via via firme – di amici e colleghi generosi – e lettori, ed è diventata, più rapidamente di quanto non immaginassimo, una rivista apprezzata e diffusa. Per un percorso del genere bastava un impianto semplice sia sul lato redazionale sia su lato dei lettori. Una grafica essenziale ma chiara e, a detta di molti, di sobria eleganza.

A settembre sarà fatto quanto sarà necessario perché questa rivista sia meglio strutturata, da ogni punto di vista. Perché la rivista sia più e meglio fruibile nelle sue varie parti e perché sia anche più chiaro quale il nostro tragitto e il nostro orizzonte.

ytali., come abbiamo già scritto in occasione del suo primo anno di vita, è una rivista vecchio stile. “Pensante”. Non per questo “pesante” come sarebbe lecito insinuare. È plurale, e tiene il punto su questo, perché chi fa cultura e politica oggi deve necessariamente promuovere il confronto delle idee, sulla base di posizioni molto ben argomentate e, anche per questo, idonee a suscitare dibattito e alimentare nuove idee, di cui c’è drammatico bisogno.

In quell’occasione rispondevamo anche alla domanda che ci hanno rivolto tanti lettori. Perché  ytali.? ytali. vuole indicare una visione alla rovescia – non convenzionale – dell’Italia, con la sottolineatura dell’esigenza di una maggiore internazionalizzazione del nostro paese, altrimenti condannato all’autoreferenzialità e a una pericolosa autosufficienza.

La rivista – spiegavamo ancora – è basata a Venezia. Ed è qui l’ancoraggio che consente a ytali. di essere non una rivista tra le tante, ma un magazine con un suo carattere preciso e distinguibile.

ytali. si rifà alla storia e alla tradizione dei quotidiani di carta, che erano e sono ancora tutti cittadini. I grandi giornali sono diventati perfino globali, si pensi al NYT, ma hanno mantenuto il loro insediamento territoriale su cui banano il grosso della loro readership.

La base locale consente infatti di costruire una zoccolo duro, concentrando una parte dell’attenzione, dello spazio, delle risorse a temi facilmente condivisibili in una comunità.

Al tempo stesso Venezia ha i caratteri e le caratteristiche della città del mondo: quel che accade a Venezia, non la cronaca cittadina minore, interessa anche molti non veneziani. I lettori locali, a loro volta, accedono a un prodotto che non è l’ennesimo blog locale, ma una pubblicazione più articolata e aperta alle cose che contano nel paese e nel mondo, dentro cui c’è appunto anche la loro città.

Quindi non solo articoli, appunto, di politica e cultura italiana e internazionale, ma anche articoli veneziani, numerosi, sempre però rivolti soprattutto a un pubblico più largo. La rivista deve dare ai veneziani stessi il senso di essere, di tornare a essere, un punto nevralgico nel mondo, non rafforzare la tendenza autoreferenziale di molti suoi intellettuali e politici.

Internet, ovviamente, è formidabile per far questa operazione local/global, una risorsa incredibilmente aperta e versatile, secondo me ancora scarsamente sfruttata da questo punto di vista. Il “pluralismo” che abbiamo prima sottolineato è anche intimamente legato al nostro essere una rivista internettiana.

ytali. – ed è qui un’altra delle ragioni di questo nome – ha l’ambizione di diventare un giorno una rivista ampiamente bilingue e dunque internazionale. Essere basati a Venezia ci autorizza a pensare globale, come si è detto. E d’altra parte internet stesso implica una crescente tendenza all’internazionalizzazione. Molti siti italiani hanno testate dai nomi creativi, ma del tutto inadatti a conquistare una platea che vada oltre il perimetro .it. Stranamente in un mondo senza confini, com’è la rete, molti siti italiani si pongono da sé dei propri confini ristretti.

ytali. vanta già un considerevole numero di firme di alto livello. Ringraziamo tutti coloro che partecipano a questa impresa, non solo per l’apporto d’incredibile qualità che danno alla rivista ma anche perché il loro coinvolgimento conferma che ci stiamo muovendo nella giusta direzione.

Ancor di più ringraziamo i lettori, specie i più affezionati, che non solo ci leggono ma che partecipano attivamente.

Ringraziamo inoltre gli amici spagnoli di CTXT, una rivista molto bella, che invidiamo per la sua qualità e per l’evidente maturità raggiunta. Con CTXT abbiamo il privilegio di una partnership già fruttuosa, un primo passo nella direzione del coinvolgimento di altre testate, un network europeo e anche più. Il bello di internet è anche in  questa possibilità di condividere e di allargare senza limiti la platea.

Infine desideriamo ricordiamo con orgoglio che a http://www.ytali.com è stato attribuito, per la settima edizione del Premio Amerigo 2015 per il migliore sito web.

(il direttore di ytali. @GuidoMoltedo)

 

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